Con il convegno Cpt 2025 “0-6 luogo di intrecci: saperi in relazione”, in programma sabato 8 novembre presso la sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale Sant’Agostino, continua il lavoro del Coordinamento pedagogico territoriale del Distretto Cremasco, di cui il comune di Crema è capofila. L’iniziativa si inserisce nel percorso di riflessione e confronto sulla continuità educativa e sulla ricerca pedagogica nel contesto 0-6 anni, con l’obiettivo di valorizzare e condividere esperienze, pratiche e saperi tra nidi e scuole dell’infanzia statali, comunali, paritarie e private del territorio. Il convegno è pensato per gli operatori dei servizi per l’infanzia 0-6 e vedrà la partecipazione di Carlo Alberti, socio formatore di Percorsi per crescere società coop sociale, e di Sabina Gandellini, che presenterà “La lettura dialogica nella continuità 0-6: un’esperienza di ricerca-azione nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Crema”.
Mostra nei chiostri del museo
Nei chiostri del centro culturale sant’Agostino sarà possibile visitare la mostra Esperienze 06: trame di saperi, tessiture di futuro, che raccoglie documentazioni e narrazioni provenienti dai servizi educativi e scolastici del territorio, offrendo uno sguardo corale sul valore della continuità e della cooperazione educativa. Lo scorso anno educativo si era chiuso con l’evento “La provocazione dello 0-6”, nel quale era stato restituito e condiviso con sindaci e dirigenti scolastici del territorio il percorso compiuto dal Cpt nei suoi primi tre anni. Gli intervenuti avevano dato voce a una comunità professionale viva, capace di mettersi in discussione e di cooperare per costruire un sistema educativo che metta il bambino al centro, in un contesto di alleanza tra servizi, scuola e amministrazioni.
L’attualità della situazione educativa locale
L’assessore all’istruzione del comune di Crema, Emanuela Nichetti, ha sottolineato l’importanza del percorso intrapreso e i significativi risultati che si stanno conseguendo, la presidente del Cpt Elisabetta Mariani ha tracciato un quadro della situazione educativa locale e ha ripercorso le tappe del lavoro svolto al fine di costruire e sviluppare il sistema integrato 0-6 nel territorio cremasco, che si fonda su incontri formativi mensili rivolti alle coordinatrici pedagogiche, incontri formativi e di supervisione di sub-ambito e attività formative rivolte a educatrici e insegnanti del distretto cremasco. Sabina Gandellini, docente dell’Università Statale di Milano Bicocca, pedagogista, formatrice e ricercatrice, responsabile scientifica del Cpt cremasco, ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra istituzioni, scuole e territorio per promuovere uno sviluppo integrato dei servizi educativi e scolastici in un’ottica di continuità, che veda il bambino al centro del percorso educativo.
Il polo di Capergnanica
Alex Severgnini, sindaco di Capergnanica, ha raccontato l'esperienza del suo comune, nel quale è stato dato il via ad un polo 0-6. Il sindaco si è detto convinto del fatto che le scelte politiche possano contribuire a sostenere una visione pedagogica che ha come obiettivo la continuità anche attraverso la costruzione di edifici scolastici appositamente progettati. Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Crema tre Nelson Mandela, Paolo Carbone, ha evidenziato quanto sia importante “osare” in campo educativo, sperimentando linee pedagogico-educative innovative, supportate da una costante e specialistica formazione degli insegnanti. Da qui l’esperienza delle sezioni montessoriane attivate nel suo Istituto dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di primo grado.
Condivisione e contaminazione reciproca
A questi è seguito l’intervento di Filippo Zorloni, architetto dell’ufficio tecnico del comune di Crema. Ha raccontato l’esperienza di condivisione e contaminazione reciproca tra ufficio tecnico e ufficio scuola in essere finalizzata a progettare gli edifici scolastici in funzione dei bisogni evolutivi del bambino. La costruzione del nuovo nido di via Desti vede dunque un ufficio tecnico attento ai temi pedagogici, che si interroga insieme alle esperte di pedagogia sul benessere dei bambini all’interno degli ambienti dell'edificio. Elisabetta Mariani ha aggiunto che anche servizi che sembrano solo tecnici, come la mensa, il trasporto, gli arredi, possono invece essere ripensati in chiave educativa e ha sottolineato che un Ufficio Scuola attento anche a questi aspetti possa di fatto essere motore di cambiamento. In chiusura le testimonianze dirette di chi lavora ogni giorno con i bambini.