
“Ancora una volta a Crema, la città che non dimentica nessuno (ricco, aggiungo io), nei giorni scorsi il dormitorio ha chiuso i battenti e i senza tetto si sono ritrovati per strada”. A farsi portavoce della situazione è Alex Corlazzoli, che porta all'attenzione quanto accaduto a Pietro (nome di fantasia): “A Pietro la Caritas ha detto che potrà avere un’accoglienza notturna da fine giugno. I servizi sociali erano informati. Il problema è che Pietro non ha trovato una soluzione per queste settimane: l’auto dove dormiva fino allo scorso anno gli è stata sequestrata. Un’abitazione non l’ha più da tempo e la pensione non gli basta per vivere. Così venerdì notte ha dovuto chiedere una mano ai compagni di strada che lo hanno condotto in questo luogo segreto: chi dorme in questi posti teme persino di dire dove sono perché altrimenti scattano gli sgomberi senza alcuna soluzione alternativa. Con Pietro, venerdì sera, c’erano altri tre uomini che prima dormivano al dormitorio con lui e ora si ritrovano con qualche coperta stesa a terra, tra sporcizia e topi”.
Accoglienza a tempo
“Continuo a trovare assurdo – prosegue Corlazzoli – che si possa pensare che chi non ha dove dormire il 31 maggio improvvisamente trovi un tetto il 1 giugno. Così come trovo assurdo e per nulla pedagogico e/o educante che lo si lasci solo. E’ illogico che non si possa preparare un’accoglienza per i primi di giugno ma solo il 29. Non è un atteggiamento umano e tanto meno cristiano. Dire che ci son le docce e un centro diurno serve a poco a chi non ha un tetto”.
Come a Santa Maria
“Ciò che è accaduto a Santa Maria della Croce potrebbe ripetersi in altre parti della città. Al quartiere popolare di Santa Maria tutti sapevano che nei garage c’è una sorta di piccola Scampia: posti macchina abbandonati occupati, spaccio. Sono stato personalmente nei mesi scorsi in quel posto e quando il motorino ha preso fiamme non mi sono stupito. L’indifferenza nasconde ma non risolve i problemi. In queste ore ho inviato le fotografie che mi sono state mandate al sindaco, ad alcun assessori e ai vertici della nostra Chiesa”.
