
Il prefetto di Cremona Antonio Giannelli ha adottato quattro provvedimenti interdittivi nei confronti di società, operanti nel settore dell’edilizia e aventi sede legale nell’area omogenea cremonese. “La decisione – spiegano dalla prefettura - arriva dopo approfondite valutazioni del Gruppo interforze antimafia, che hanno messo in evidenza molti elementi di criticità e profili di preoccupazione sotto l’aspetto del condizionamento criminale rispetto all’attività aziendale delle imprese in questione. L’adozione dei provvedimenti pertanto si è resa necessaria per limitare la capacità giuridica delle società destinatarie, impedendo loro di avere rapporti con la Pubblica amministrazione, in un’ottica cautelare e preventiva”.
Strumenti in chiave preventiva e precauzionale
La ratio della certificazione antimafia è infatti la tutela dell’ordine pubblico economico, della libera concorrenza tra imprese e del buon andamento della Pubblica amministrazione, in quanto consente di escludere che un imprenditore, pur dotato di mezzi economici e di un’adeguata organizzazione, meriti la fiducia delle Istituzioni, negandogli la possibilità di essere titolari di rapporti con le Pa. In questa ottica, appare evidente la necessità di operare affinché in capo alle Pubbliche amministrazioni, soprattutto a quelle che svolgono funzioni di stazione appaltante, si rafforzi sempre di più una chiara percezione del fenomeno dell’infiltrazione mafiosa e, di conseguenza, una maggiore consapevolezza della necessità di dotarsi di strumenti, misure e accorgimenti utili per far fronte a tale situazione, soprattutto in chiave preventiva e precauzionale.
Il protocollo tra Dia e prefetture
Gli elementi di contiguità tra la prevenzione amministrativa antimafia, rimessa alla competenza dei prefetti, e il versante investigativo demandato all’Autorità giudiziaria hanno così evidenziato l’opportunità, colta dalla prefettura di Cremona, di affinare forme strutturate di sinergia operativa già esistenti tra i rispettivi uffici, idonee a favorire una circolarità informativa degli elementi conoscitivi acquisiti nei distinti e autonomi procedimenti, amministrativo e giudiziario, nel pieno rispetto dei limiti derivanti dal segreto investigativo e delle reciproche prerogative istituzionali. Ciò in linea con l’impianto delineato dal Dm 2 ottobre 2023 e in ottemperanza al protocollo operativo sottoscritto lo scorso 6 marzo 2025 presso la Prefettura di Brescia tra la Direzione distrettuale antimafia di Brescia e i prefetti delle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, volto a rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico locale.