03-08-2022 ore 15:02 | Cronaca - Cremasco
di Denise Nosotti

Biometano, la società chiede una proroga fino a settembre. Franceschini: 'tempi troppo lunghi'

È stato prorogato al 16 settembre il termine per la presentazione della documentazione integrativa relativa alla richiesta di procedura abilitativa per l’installazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili presentata a Sergnano dalla società ‘energia verde bio Sergnano società agricola srl’. La conferenza dei servizi, ricordiamo, si era svolta il 18 maggio scorso. Il richiedente avrebbe avuto tempo sessanta giorni per presentare la documentazione necessaria alla valutazione del progetto che coinvolge diversi comuni del Cremasco: Pianengo, Casale Cremasco, Ricengo, Campagnola Cremasca, Castel Gabbiano, Capralba, Caravaggio, Mozzanica.

 

Sergnano resta favorevole

“La società - spiega il sindaco di Sergnano Angelo Scarpelli - ha fatto richiesta di ulteriore proroga perché è al lavoro per soddisfare le richieste pervenute durante la conferenza dei servizi. Alcune prove devono svolgersi con l’ausilio dei tecnici dell’università di Milano e richiedono più tempo. Come comune, qualora tutte le osservazioni fossero esaurite e la società risultasse in ordine con tutti i permessi, non saremmo contrari alla costruzione dell’impianto che potrebbe andare a sopperire le difficoltà di reperimento di energia soprattutto in questo periodo difficile”.

 

‘Tempi troppo dilatati’

“Abbiamo appreso del documento relativo alla richiesta di proroga - dichiara il consigliere di "SicuraMente Sergnano" Paolo Franceschini - concessa ai proponenti del biometano. Non sappiamo però se alcune delle prescrizioni che erano state apposte da Arpa, provincia e comune siano state soddisfatte o se non sia stato depositato nulla dopo 60 giorni dalla conferenza dei servizi. La società ha presentato domanda il 2 gennaio, arriveremo a metà settembre senza sapere se ci saranno tutti i documenti. Capisco la difficoltà tecnica ma forse prima di presentare una richiesta sarebbe il caso di preparare bene gli incartamenti.

 

Le risposte da dare

“Non dimentichiamo poi che durante la conferenza dei servizi, sono stati posti dei quesiti specifici: lo studio sulla qualità dell’aria, la presentazione, congiuntamente alla domanda, della struttura degli impianti accessori quali la caldaia a biomassa, originariamente disgiunta dal progetto presentato, e di rivedere lo studio d’impatto acustico”. Franceschini tiene inoltre a precisare: “questo impianto non porterà vantaggi nemmeno per le casse comunali. “Per legge infatti, gli impianti a biometano non pagano gli oneri e il comune non ne può imporre. Pagheranno solo gli oneri di costruzione, ma poca cosa, visto che sono paragonati a edifici ad uso agricolo, come stalle o silos”.

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