01-08-2020 ore 20:00 | Cronaca - Casale Cremasco
di Gloria Giavaldi

Giuseppe Lupi: 'Il Covid19 è stato come uno tsunami. È un nemico non ancora sconfitto'

“Non possiamo abbassare la guardia perché il virus è ancora tra noi. La buona notizia è che ha perso d’intensità”. Negli occhi di Giuseppe Lupi, responsabile della terapia intensiva dell’ospedale Maggiore di Crema si scorgono ancora i riflessi di ciò che ha dovuto affrontare. “È stato uno tsunami che ha travolto in pieno la regione più forte dal punto di vista sanitario. Abbiamo retto il colpo, ma è stata dura”. È il 30 luglio e sul palco, in piazza del Comune a Casale Cremasco, si respirano la fatica ed il timore di chi ha vissuto in prima linea l’emergenza. Il sindaco Antonio Grassi ed il pubblico ascoltano in silenzio.


Giornate clou
“Nelle giornate clou lavoravamo fino a 13 ore al giorno, scafandrati, senza bere e mangiare, con il terrore di portare il Covid nelle nostre case. Abbiamo intubato fino a quattro pazienti al giorno, poi trasferiti altrove per mancanza di posti”. A Crema si è fatto il possibile: “In condizioni normali la nostra terapia intensiva dispone di sei posti letto; in piena pandemia sono diventati 16. Abbiamo recuperato materiale e personale in tempi strettissimi, ciascuno si è rimboccato le maniche come poteva”. In prima linea così, senza preavviso. “Paolo Varichio, anestesista di norma impegnato in sala operatoria, ne è un esempio”.


Profilassi
“Noi siamo due sopravvissuti", commenta Varichio, anche lui ospite della serata: "per tutti i sanitari questa esperienza è stata devastante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Ho pensato di non farcela. Ora ho ancora paura, soprattutto quando vedo certi comportamenti menefreghisti. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, altrimenti la pagheremo cara perché la medicina non è una scienza esatta”. L'emergenza è tutt'altro che finita. “Distanziamento sociale, uso di mascherine ed una corretta igiene delle mani sono misure fondamentali per il contrasto del Covid” prosegue Lupi. “Oggi non c’è un vaccino e non esistono farmaci efficaci, l’unico mezzo adeguato è la prevenzione”. Peraltro con ottimi risultati: “a Crema non ricoveriamo più pazienti Covid in gravi condizioni da metà maggio. L’ospedale sta lentamente tornando alla normalità”.


Medicina territoriale
Con 16 mila decessi su 35 mila accertati in Italia la Lombardia è ancora la regione più colpita. “L’andamento esponenziale del virus ha messo in ginocchio l’apparato sanitario". Andrebbe ripensato. "La medicina territoriale è morta” sentenzia Varichio: "bisogna farla rinascere”. Sul punto, interviene il sindaco Grassi: “A Casale nei giorni scorsi si è costituito un comitato plurale ed eterogeneo. Mira al potenziamento della medicina territoriale, alla creazione di due Ats distinte per Cremona e per Mantova e alla conferma dell’autonomia dell'Asst di Crema”. Dalla platea viene fatta intervenire anche Francesca Patrini, medico di base di Casale Cremasco: “Non so cosa ci aspetterà in futuro ma non siamo pronti per una nuova ondata. È stato pesante per tutti, anche per noi medici di base. Il rapporto coi pazienti è stato complesso da gestire. L'angoscia vinceva ogni cosa. Continuiamo ad indossare le mascherine, mantenere le distanze e lavare spesso le mani per limitare il contagio”. Per ora non c'è altra soluzione.

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