01-06-2016 ore 13:47 | Cronaca - Crema
di Ilario Grazioso

Crema. Educare alla diversità, progetto condiviso da Anffas e Sraffa

La disabilità sta negli occhi di chi la guarda, diceva Franco Bomprezzi, giornalista, scrittore e persona impegnata per tutta la vita a combattere i pregiudizi, visto che la malattia non poteva combatterla più di tanto. Sulla base di questa premessa, L’Anfass onlus Crema ha condiviso con l’Istituto Sraffa il progetto educazione alla diversità, che ha coinvolto quattro classi del corso socio sanitario e diversi docenti che hanno affiancato gli studenti lungo un percorso che si è articolato in diverse tappe.

 

Nuovi occhi

Il progetto ha offerto la possibilità ai ragazzi di avere simbolicamente nuovi occhi, attraverso cui vedere la disabilità, accompagnandoli in un percorso di crescita personale, formativa e professionale, con la possibilità di acquisire nuove competenze e nuovi linguaggi. Sono stati numerosi gli incontri con gli educatori professionali che l’Anfass di Crema ha messo a disposizione e che hanno stimolato riflessioni, attività di role-playing (giochi di ruolo), simulazioni ed esercitazioni. Oltre a questo, non sono mancati gli incontri con persone disabili che hanno lasciato nei ragazzi una traccia importante nel loro percorso di crescita, maturando una nuova consapevolezza di sé e dell’altro, con una concezione nuova della diversità: da ostacolo nella relazione, a ricchezza.

 

Prendersi cura della persona disabile

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, c’è quello di favorire il passaggio dall’atteggiamento del guardare a quello del vedere, accorgendosi e prendendosi cura della persona disabile. La possibilità di implementare le conoscenze rispetto alle diverse tipologie di disabilità, oltre che l’analisi delle varianti lessicali sull’argomento, hanno consentito di avere una maggiore consapevolezza dell’idea stessa di disabilità. Anfass e Sraffa, che proseguono nella loro collaborazione ormai consolidata, in particolare con l’indirizzo socio- sanitario, anche in virtù delle affinità con le materie caratterizzanti di quel percorso, si sono posti tra l’altro l’obiettivo di far scoprire nei ragazzi l’importanza delle azioni che ognuno di noi può fare per ridurre le differenze fino ad annullarle con chi si trova in una posizione di svantaggio.

 

Sport e disabilità

L’incontro con le persone disabili ha offerto poi ai ragazzi l’opportunità di provare in prima persona le difficoltà che una persona può incontrare in presenza di deficit motorio, visivo o di espressione verbale e la conseguente necessità di attivare sensi e strategie alternative. Nelle simulazioni che sono state proposte agli studenti, anche in attività esterne, presso le palestre comunali cittadine, è stato possibile sperimentare la relazione tra la persona che presenta deficit e il proprio accompagnatore: se ad esempio la guida non è sufficientemente attenta alle specificità dell’altro o se al contrario, tende a sostituirsi ad esso, tutto diventa più difficile. Spazio anche allo sport tra le proposte progettuali, perché conoscere e incontrare le persone disabili attraverso lo sport, significa valorizzarne le qualità e arricchire quelle di chi li affianca.

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