17-05-2013 ore 12:50 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Il sogno realizzato di Fonzie, vincere la dislessia. In Comune centinaia di persone alla presentazione di Hank Zipker. Il video

"Ciascuno di voi ha qualcosa di grande, dentro. Il vostro compito è mettere a frutto questo talento e se a scuola avete delle difficoltà ad imparare, è importante che voi sappiate che non ha niente a che vedere con la vostra intelligenza". A Crema, ma forse in tutto il mondo, una serata dedicata alle difficoltà d'apprendimento e alla dislessia non hanno mai avuto tanto pubblico.

Hank Zipzer
Anche se l'incontro è stato spostato dalla sala dei Ricevimenti alla sala consiliare, non è stato possibile accogliere tutti. Introdotto dal presidente del consiglio comunale Matteo Piloni e dal sindaco Stefania Bonaldi, Winkler ha raccontato della nascita di Hank Zipzer, il protagonista della serie di libri in Italia editi dalla casa editrice cremasca Uovonero di Sante Bandirali ed Enza Crivelli.

"Cosa significa essere dislessico?"
"Cosa significa essere dislessici? Capita che quando un bambino legge un testo, le parole iniziano a ballare per la pagina. E' una cosa ereditaria, 1 bambino su 5 è dislessico, livelli diversi di dislessia. Il 70% delle persone in galera sono dislessiche, perché non hanno trovato nessuno che li potesse aiutare e si sono persi. Quando qualcuno tenta di insegnarmi la matematica e usa un linguaggio semplicissimo, io comunque non riesco a capire un tubo, è come se parlasse russo. Non capisco cosa significano la x e la y".



L'insegnamento
Riconoscere la dislessia non è sempre facile: "Tutti e tre i miei figli sono dislessici. All'inizio abbiamo tentato di curarli con delle medicine. Certo, si concentravano meglio, ma la loro personalità non esisteva più, era appiattita". Fare l'insegnante è difficile in tutto il mondo: "bisogna però vedere il bambino nell'insieme e riconoscere che ciascuno ha modi differenti di apprendimento".

"Fonzie era dislessico"
Fonzie era dislessico, era un ottimo meccanico, leale con gli amici e certo, "un grande". Nonostante le difficoltà, o forse anche 'grazie' a quelle, alla spinta che ne è derivata, Henry Winkler si è laureato e ha anche conseguito un master in recitazione. Non si è mai dato per vinto.

Testimonial perfetto
Davanti ad una platea osannante, incredula di trovarsi davvero al suo cospetto, Henry Winkler, il mitico Fonzie di Happy Days, dimostra di essere un testimonial perfetto della dislessia: ha scoperto a 31 anni per quale motivo fare i compiti da bambini o imparare i copioni da grande gli costava tanta fatica. Dopo l'incontro al centro di neuropsichiatria 'Il tubero', all'Anffas di Crema, l'attore, scrittore e regista ha fatto il tutto esaurito in Comune: "stasera sono a Crema per presentarvi il mio romanzo numero 24".



Le difficoltà scolastiche
Ai ragazzi dell'Anffas ha strappato la prima risata dopo venti secondi: "Io non sono più speciale di nessuna delle persone che sono qui in questa sala. Certo, sicuramente sono più bello". Fonzie il duro, che girava in moto col giubbetto di pelle, gli occhiali scuri, faceva cascare le ragazze ai suoi piedi semplicemente schiocchiando le dita ha avuto una vita piuttosto complicata: "da ragazzo, io abitavo a New York, nessuno sapeva che cosa fosse la dislessia. Continuavano a ripetermi che se non ero bravo a scuola era perché ero stupido e pigro e che non sfruttavo le mie potenzialità".

L'ironia e l'immaginazione
"Ho impiegato un terzo della mia vita a capire come funzionava la scuola, un altro terzo a cercare di capire una definizione e l'ultima parte a tentare di nascondere l'umiliazione. Come ci sono riuscito? Con l'ironia". Si rivolge ai bambini, chiede loro di ricordarsi come sia "straordinario dar seguito alla propria immaginazione. Non dovete rifiutarla per paura, dovete dire, ok, ci provo. Basta mettere un piede dopo l'altro. Un modo per risolvere il problema lo si trova sempre".

Come scandire le lettere
Certo, alzare i pollici, mettersi in posa e dire 'hey' gli ha portato grande popolarità per una decina d'anni. Grande soddisfazione gli è arrivata anche dalla scrittura. Dopo una pessima cena a base di pesce consumata con Lin Oliver - la partner nella scrittura - hanno comunque inventato Hank Zipzer: "io non sono in grado di scandire le lettere e ogni volta che scrivo al computer, il programma che fa lo spelling automatico mi urla contro: "che caspita stai dicendo?!" Per cui al computer ci sta Lin e io passeggio per l'ufficio. Io detto e lei batte sulla tastiera; se invece l'idea viene a lei, beh, io aspetto e poi ascolto".

"I have a dream"
Prima di abbandonarsi alla lunga sessione di autografi e fotografie ricordo, il ringraziamento e l'ultima massima. "Ricordatevi sempre. Io avevo un sogno: è così che funziona questo mondo. Quando sapete ciò che volete, non lasciate che questa magia lasci il vostro cervello, ma impegnatevi perché si realizzi".
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