22-03-2013 ore 12:26 | Cronaca - Crema
di Emanuele Mandelli

ReteScuole. L’associazione di docenti ha aderito alla petizione di Nonunodimeno contro i buoni scuola regionali. Raccolte oltre 2700 firme

ReteScuole Crema ha promosso con l’associazione NonUnodiMeno di Milano una raccolta firme contro i buoni scuola della Regione Lombardia. “Da sempre – si legge i una nota stampa - ReteScuole Crema si è battuta a difesa della scuola pubblica, della scuola della Costituzione e ha denunciato il sistema clientelare, vigente soprattutto nella Regione Lombardia, che per anni ha spudoratamente finanziato la scuola privata a discapito di quella pubblica”.

Da Cielle ai Buoni scuola
“Proprio per questo – aggiungono - a partire da novembre abbiamo lanciato una formidabile campagna, inerente alla costruzione della scuola di Cielle a Crema, a cui hanno aderito numerose forze politiche. Per questo coerentemente con le lotte portate avanti in questi anni abbiamo promosso con l’associazione NonUnodiMeno di Milano una raccolta firme contro i buoni scuola della Regione Lombardia”.

Grande mobilitazione
“In pochi giorni ha preso piede una mobilitazione eccezionale per cancellare i Buoni Scuola dalla Regione Lombardia e in pochi giorni ha superato le 2.700 adesioni. A maggior ragione ora dopo le elezioni in Lombardia – sostengono i docenti di Rete Scuole - è indispensabile intensificare gli sforzi per la raccolta delle firme perché chi parte con la nuova amministrazione sappia che non vogliamo più, la riproposizione di una scelta che aggira in modo subdolo la nostra Costituzione”.

La storia dei Buoni
A partire dall’anno scolastico 2001/2002 la regione Lombardia guidata da Formigoni ha istituito il Buono Scuola, “una sorta di sussidio erogato alle famiglie degli studenti delle scuole private e finalizzato a coprire una quota delle spese scolastiche. Da quel momento gran parte dei contributi e sussidi erogati dalla Regione sono stati destinati al Buono scuola (oggi la percentuale è dell’80 %, per un totale di 51 milioni di euro), quindi vanno alle scuole private: una vera e propria forma di finanziamento pubblico indiretto, in pieno contrasto con lo spirito della Costituzione italiana, che vede nella scuola pubblica un soggetto fondamentale per la realizzazione dei principi di libertà, uguaglianza e laicità”.
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