27-10-2012 ore 18:53 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Crema. Antonio Agazzi smonta con un’analisi impietosa i primi sei mesi della giunta Bonaldi: dalle spaccature con la sinistra alle querelle tribunale, centro islamico e partecipate

Ecco. A coronare il periodo di grandi polemiche arriva anche un bel riassunto dei primi sei mesi di governo della giunta retta da Stefania Bonaldi. Lo stila, togliendosi più di un sassolino dalla scarpa, quello che era stato il suo avversario alle urne per la carica di sindaco: Antonio Agazzi, ora consigliere comunale di minoranza.

Bilancio previsionale
Inizia soft, ma con una critica neppure troppo velata tra le righe Agazzi: “premetto che è ancora presto per valutare l'operato della nuova Amministrazione; non ha ancora redatto un proprio Bilancio previsionale, quindi non si sono ancora viste le vere scelte politico-amministrative. In più, si trova a operare in un contesto davvero difficile, dal punto di vista economico-finanziario e sociale”.

La prima crepa a sinistra
Eppure i problemi si rilevano sin dall’esordio complicato: "il Sindaco presenta la sua Giunta e si trova immediatamente bersaglio di polemiche al vetriolo da parte di due partiti, Federazione della Sinistra (Mario Lottaroli e Piergiuseppe Bettenzoli) e Sinistra Ecologia e Libertà (Emanuele Coti Zelati), che denunciano di non essere rappresentati in Giunta, pur essendo stati determinanti per la vittoria di Bonaldi al primo turno”.

Il primo consiglio comunale
“La cosa ha uno strascico nel primo Consiglio Comunale: il candidato Presidente del Consiglio Comunale, Matteo Piloni, in prima votazione, non ha i numeri per essere eletto, a causa della defezione del Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà”.

Corvo rosso e lo scalpo di Corlazzoli
“Quindi inizia a svolazzare il corvo rosso: ne fa le spese Alex Corlazzoli, Assessore alla Cultura meteora, costretto alle dimissioni e sostituito con Paola Vailati - in carico alla Federazione della Sinistra: il sindaco comincia a scendere a patti con i partiti, nel tentativo di assicurarsi una navigazione più tranquilla. In fondo, aveva un po' esagerato, costruendo una Giunta monocolore Pd”.

Della Frera, ruolo inesistente
“Altro dato da rimarcare, una certa inesperienza di non pochi assessori: si faranno! E il caso discutibile di Walter Della Frera, che si occupa di Sport, non essendo assessore allo sport, le deleghe trattenute dal sindaco, che ne ha davvero tante, troppe: il consigliere delegato è figura che non esiste più, giuridicamente”.

Il ruolo di Matteo Piloni
“C'è poi il presidente del consiglio comunale, Matteo Piloni, che tarda a liberarsi dei ruoli di partito, non facendo bene al profilo istituzionale e di garanzia proprio della presidenza del consiglio comunale e appare sempre più come un assessore mancato: la Bonaldi non ha voluto in Giunta segretari di partito e Piloni ha dovuto ripiegare su una funzione che pare utilizzare più che altro per vigilare, per conto del Pd, sull'operato del sindaco".

Le Officine, che delusione
“Quanto alle promesse dispensate in campagna elettorale - l'Officina ha prodotto e promesso troppo, in rapporto alle risorse disponibili, quindi o deluderanno le attese o incrementeranno sensibilmente la pressione fiscale e tributaria - mi pare di poter dire che, a oggi, ne hanno mantenuta solo una: hanno archiviato l'operazione Cittadella dell'anziano, con il mio consenso, per altro”.

Partecipate, "attendere prego"
“Sulla ristrutturazione e lo snellimento delle Partecipate, a oggi nulla è stato fatto, nonostante preoccupanti situazioni debitorie. Il sistema a scatole cinesi, fonte di tanti sprechi che Bonaldi denunciava con vigore, è ancora lì intatto; sempre incardinati ai loro scranni e compensi i vari Garatti, Pagliari, Barbati, Tommaselli, Bonoldi, Margheriti, di centro sinistra o centro destra che siano, non tutti sorretti da quelle competenze che Bonaldi assicurava essere criterio per la selezione dei componenti i cda delle municipalizzate. In questo, il sindaco rischia di depotenziare ogni carica innovativa e di apparire uno dei tanti Gattopardi che circolano in Italia, se non si impone sul sistema dei partiti”.

Viabilità, un disastro
“Che dire poi della viabilità delle vie Martini, Cadorna, Cremona tanto contestata? O del transito dei bus in entrata a Crema su via Diaz, anzichè via IV Novembre, fonte di tante polemiche? Tutto come prima! E la bretella da via Colombo verso la tangenziale, agitata in campagna elettorale come un'incompiuta di Bruttomesso? L'assessore Schiavini ha già dichiarato in consiglio comunale che non si farà”.

Piedibus e Palabertoni, figuracce
“E il Piedibus, per cui tanti anziani erano disponibili - diceva Bonaldi - e che doveva decollare a settembre? Faticano a organizzarlo. E l'ampliamento del Palabertoni? A lavori iniziati, improvviso stop - costi lievitati per le nuove norme post terremoto - e clamorosa retromarcia”.

Stalloni, come il centro destra
“Si presenta - è vero - un'ipotesi di riqualificazione dell'area degli Stalloni - che concorre a un bando governativo, il Piano città e che speriamo ottenga i finanziamenti - con qualche elemento di somiglianza all'accordo di programma proposto dall'ex assessore regionale Rossoni ma anche con qualche pregio in più, e subito i due Consiglieri della Federazione della Sinistra la bocciano e il loro assessore Paola Vailati è assente alla riunione di Giunta che assume la relativa delibera. Si intende governare con maggioranze variabili, diverse da quella uscita dalle urne, o è solo un episodio? Vedremo, dico solo che non sarebbe etico prendere i voti con alcuni partiti e amministrare con altri”.

Tribunale, Pizzetti rema contro
“E poi la soppressione del tribunale e della Procura della Repubblica, con il parlamentare del Pd cremonese Pizzetti attivamente impegnato - senza dirlo prima delle amministrative di Crema - in direzione contraria agli interessi della nostra città; e la proposta di attivare un Centro Culturale Arabo, tenuta anch'essa nascosta ai cittadini in campagna elettorale, e ora imposta, sfuggendo al confronto con i cremaschi”.

Che si è fatto? Panchine e fioriere
“In compenso, abbiamo visto comparire qualche panchina e qualche portabiciclette in Piazza Duomo e attivare qualche esperimento di Ciclabile per un giorno in via Ricengo. Un po' pochino, per ora, ma - ripeto - non hanno ancora redatto un proprio Bilancio previsionale. Attendiamo con fiducia, magari qualche ciclabile permanente, ma anche con disincanto: l'impressione è che tra il 'dire' in minoranza, e poi in campagna elettorale, e il 'fare' per davvero ci sia di mezzo la modestia delle risorse e degli uomini”.
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