11-10-2012 ore 12:50 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Casa dell’Acqua, Crema attende invano dalla mozione Mariani del 2003. Agazzi ricorda al sindaco Stefania Bonaldi la promessa di realizzarne una e suggerisce via Gramsci

Che fine ha fatto la casa dell’acqua, progetto che dovrebbe rispondere all’attuazione di due deliberazioni del Consiglio Comunale, entrambe votate all’unanimità, una durate l’amministrazione Ceravolo e una durante quella di Bruttomesso? Questo il succo dell’interpellanza presentata da Antonio Agazzi, consigliere comunale del gruppo Servire il Cittadino.

Mariani e il centrodestra nel 2003
“Lo scorso 27 gennaio 2003 – spiega Agazzi - governava Crema il sindaco Claudio Ceravolo con una maggioranza di centrosinistra e l'allora consigliere di minoranza Paolo Mariani ottenne l'approvazione unanime di una mozione con cui si dava mandato alla Giunta Municipale di creare a Crema "almeno una sorgente di acqua minerale da distribuire gratuitamente ai cittadini".

Bonaldi, Piloni e Ardigò nel 2010
Non se ne fece nulla e “ironia della sorte – commenta Agazzi - a distanza di ben otto anni, con Bruno Bruttomesso sindaco e una maggioranza di centrodestra toccò a tre consiglieri di centrosinistra - Stefania Bonaldi, Matteo Piloni e Gianemilio Ardigò - presentare il 13 ottobre 2010 una mozione per invitare il Comune alla realizzazione della Casa dell'acqua”. Mozione puntualmente approvata all'unanimità il 15 febbraio 2011.

Acqua sicura, “dati alla mano”
I firmatari della mozione vollero sottolineare come "l'acqua del rubinetto, dati alla mano, è sicura e di qualità superiore rispetto a quelle in bottiglia e consente di risparmiare sia in termini economici che ecologici". Non solo: "la Casa dell'acqua permette di far approvvigionare direttamente dalla rete comunale circa 400 famiglie al giorno, garantendo Loro un considerevole risparmio economico".

Il risparmio e l’inquinamento
Citando i dati ISPES del ‘Rapporto Italia 2008’, si disse che "l'acqua minerale ha un costo mediamente superiore di 1.000 volte rispetto a quella del rubinetto". Infine, nel perorare la tesi della Casa dell’Acqua, si arrivò a dire che avrebbe contribuito “a contrastare nel concreto l'inquinamento”.

Riciclato un terzo della plastica
Per il consigliere Agazzi non va dimenticato quanto scrissero Piloni, Bonaldi e Ardigò, ovvero che nonostante i ripetuti sforzi nel campo della raccolta differenziata, solo un terzo delle bottiglie di plastica viene riciclato. “Ogni singola ‘Casa dell'acqua’ potrebbe quindi far risparmiare all'anno la produzione di circa 1.000.000 di bottiglie di plastica, il che equivale a più di 50 camion in meno sulle strade, per il loro trasporto".

Il caso dell’ospedale
“Considerazioni che lasciano allibiti rispetto al grado di coerenza di chi, oggi alla guida della città, si è pubblicamente esposto in una battaglia, in senso esattamente opposto, contro una decisione, certo opinabile, assunta dal direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Crema”.

Il progetto della Scs
Nel proprio ragionamento Agazzi cita anche il consigliere regionale Agostino Alloni “tra i fautori dell'approvazione all'unanimità, in Consiglio Regionale Lombardo, di una Mozione in cui si invitava il territorio a realizzare Case dell'acqua”. In estrema sintesi l’ex presidente del consiglio comunale chiede ai colleghi che si siedono in Aula degli Ostaggi e all’amministrazione comunale se si “addivenga, finalmente, all'attuazione delle due predette delibere consiliari, realizzando a Crema una "Casa dell'acqua"; ricordo che esiste un progetto, in tal senso, elaborato con S.C.S., che sarebbe buona cosa riprendere e concretizzare”.

In via Gramsci
Certo che anche questa terza mozione saprà incassare il voto, se non proprio unanime, almeno della maggioranza dei consiglieri, Agazzi suggerisce che l’ormai famosa e stagionata Casa dell’Acqua possa essere realizzata in Via Gramsci, al posto di un distributore di carburanti dismesso. E proprio un altro distributore dismesso, stavolta tra Via Diaz e le Mura Venete, dopo esser stato protagonista degli strali dell’allora minoranza, attende ora il difficoltosissimo passaggio dalle parole ai fatti. Anche in questo caso Agazzi promette battaglia.
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