06-12-2017 ore 19:56 | Sport - Arti marziali
di Lidia Gallanti

Kickboxing, Crema sale sul ring del mondo. Claudia Zoni tra gli atleti azzurri al K1 Open

Mancano tre giorni al campionato mondiale. La Kick boxing Crema ci sarà. Risale al 22 novembre la convocazione ufficiale degli atleti azzurri, venti in tutto, tra cui due allieve del team allenato da Marco Verdelli. Grande soddisfazione per Claudia Zoni e Federica Carrabotta, unite dall’entusiasmo ma divise dalle prove che il destino ha in serbo, anche quando la posta in gioco è estremamente alta.

 

Spirito di squadra

Da un lato la sfida di Claudia, terza convocazione ai mondiali e la responsabilità di portare sul ring del K1 Open tutto il lavoro svolto fino ad oggi. Dall’altro Federica, che due settimane prima del match fiorentino è costretta a sfilare i guantoni a causa di una frattura al polso, frutto di una brutta caduta durante l’allenamento. L’amarezza si stempera nello spirito di squadra, che in uno sport di stampo individuale è insolito quanto prezioso: “È un onore essere le uniche due ragazze italiane selezionate, era il massimo cui potevamo puntare e l’abbiamo raggiunto. Ne siamo orgogliose”.

 

Tre giorni per campioni

Il campionato mondiale amatoriale K1 Open si disputa ogni due anni. È riservato alle nazionali e aperto ai membri di società sportive che possono partecipare in modo autonomo. L'edizione 2017 si disputerà al Nelson Mandela Forum di Firenze: venerdì 8 dicembre si terrà l’inaugurazione e la presentazione delle nazionali partecipanti. Esaudite le formalità, si inizia a combattere per il titolo mondiale. I match saranno suddivisi in tre round da due minuti l’uno e saranno ad eliminazione diretta, definiti in base alle categorie di peso. Claudia si batterà nella fascia 52 chili. Sarà lei la portabandiera della nazionale italiana.

 

Sale l'adrenalina

Dalla scorsa settimana gli allenamenti sono diventati quattro a settimana, per 90 minuti l'uno. Alla preparazione atletica si aggiunge la tecnica, per affinare e valorizzare i punti di forza dell’atleta. "Simuliamo i round del campionato, immaginando l'incontro con sei nazioni e una finale a spareggio” spiega l’allenatore. L’adrenalina sale, così la tensione: "per Claudia sarà il terzo mondiale, è già consapevole di ciò che l'aspetta”. Come sottolinea Verdelli, quest’anno si gioca in casa: “a Firenze il supporto non mancherà, ma sarà fondamentale mantenere la mente lucida e portare sul ring tutto ciò che ha imparato fino ad oggi. Noi saremo con lei”.