06-11-2017 ore 19:30 | Sport - Arti marziali
di Juliao Vanazzi

Kick Boxing Crema verso i mondiali. Luca, Claudia e Federica candidati alla nazionale

Guardia alta, occhi sull'avversario, concentrazione e muscoli caldi, soprattutto il cuore. Claudia Zoni, Luca Calà e Federica Carrabotta sono i tre atleti dell'associazione sportiva Kick Boxing Crema candidati alla rosa della nazionale, che a dicembre disputerà a il K1 Opencampionato mondiale amatoriale a Firenze. Li abbiamo incontrati durante l'allenamento serale presso la palestra dell'istituto Galilei, dove il team allenato da Marco Verdelli si ritrova ogni venerdì sera.


Tre cremaschi per la maglia azzurra
Claudia e Luca hanno entrambi vent'anni e circa sei anni di kickboxing alle spalle. Lei approda all'agonismo tre anni fa e conta già due presenze ai mondiali, lui è il vincitore del torneo XFighter2017, che gli è valso l'ammissione e una nuova vittoria al campionato italiano nel mese di giugno. Più breve ma rapida l'escalation di Federica – 27 anni – che indossa i guantoni nel 2014 e in soli tre anni passa dall'amatoriale all'agonismo, guadagnando un oro nazionale nel 2017 e entrando nella rosa dei possibili candidati alla maglia azzurra. Lo scorso weekend i tre cremaschi hanno partecipato alla collegiale romana, una giornata di allenamento ad altissimo livello che ha raccolto i 32 migliori atleti dello stivale. Solo venti saranno selezionati per il team che parteciperà al K1 open. Di questi, due saranno cremaschi. La notizia è arrivata negli scorsi giorni, e in attesa della convocazione ufficiale gli allenamenti aumentano con la tensione.



Sul ring del mondo
Il match sul ring fiorentino sarà composto da tre round da due minuti, contro il due per due della fomula dell'allenamento."È più intenso, ma hai una chance in più per giocartela" commenta Claudia, veterana del mondiale, per lei il 2017 sarebbe il terzo anno di convocazione. La Germania e l'est Europa saranno gli avversari più duri; nonostante l'ottima preparazione, gli atleti azzurri scontano un distacco non indifferente rispetto all'estero, che vanta una cultura più radicata nelle discipline light e full contact. Tuttavia la tecnica non basta: "è la testa a fare la differenza – spiega Federica – l'ansia è una componente inevitabile, mantenere la concentrazione può permetterti di vincere incontri che pensavi impossibili". Ciò che distingue il team creamsco è la capacità di aver trasformato una disciplina indiiduale per eccellenza in uno sport di squadra, dove nessuno vince per sé.


Guantoni, testa e cuore
Tre candidati, di cui due donne, che con un sorriso spezzano lo stereotipo che associa il combattimento alla figura maschile. "Non si tratta di violenza ma di disciplina  – puntualizzano le ragazze – questo sport ti insegna il rispetto e l'autocontrollo, qualità assorbite nella vita quotidiana". Per Claudia la kickboxing è stata lo stimolo per tirare fuori la grinta, per Federica al contrario l'allenamento è servito per imparare a gestire l'impulsività e rafforzare la tenacia negli obiettivi personali. Vincere è l'obiettivo, ma se si finisce al tappeto non tutto è perduto: "La sconfitta non è tale, perché impari sempre qualcosa, impari a non arrenderti mai" spiega Luca. "Sul ring sei solo, quando cadi sai di doverti rialzare con le tue forze. Come dice sempre il nostro allenatore: quando non ci sei più con la testa, mettici il cuore".

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