26-03-2017 ore 12:50 | Spettacoli - Teatro
di Tiziano Guerini

Crema, san Domenico. Antonio Ligabue, gran prova d’attore di Mario Perrotta

Per molti ma non per tutti. Il monologo di Mario Perrotta Un bes. Antonio Ligabue al teatro San Domenico di Crema sabato 25 marzo è certamente una grande prova d 'attore e il linguaggio grammelot italo-tedesco-emiliano con cui intrattiene per tutta la durata dello spettacolo il pubblico sarebbe piaciuto a Dario Fo. Il dramma ripercorre le vicende della sfortunata esistenza del pittore naïf Antonio Ligabue, e diventa il pretesto concreto per parlare di abbandono, di emarginazione, di mancanza d'affetto e dei drammi esistenziali che questo può causare.

 

La disperata solitudine

Lo svolgimento dello spettacolo nella sobrietà della scena è tanto semplice e lineare nel suo svolgersi quanto complesso nei suoi significati: il rifiuto della "diversità" la solitudine disperata dell’artista non riscattata nemmeno dal successo. L'affetto si impara sia nel saperlo fare che nella capacità di riconoscerlo ed accogliere: quando entrambi i momenti mancano allora è il fallimento di una vita e di una comunità. Una società che non sa esprimere comprensione ed accoglienza è destinata a fallire nel proprio compito fondamentale.

 

Ineluttabilità ed impotenza

La vicenda di Antonio Ligabue - pitùr, in dialetto - mostra la disperata volontà di comunicare che Mario Perrotta interpreta bene attraverso i disegni che traccia sapientemente con il carboncino su grandi fogli destinati ad essere gettati uno ad uno come le diverse fasi dell’esistenza del protagonista. Una sensazione di ineluttabilità e di impotenza contro la sfortuna che gli spettatori vivono come per catarsi.