13-02-2013 ore 13:26 | Spettacoli - Proiezioni
di Leonida

Il cinema di Alice. Alla scoperta delle 'Tracce sonore' con Marcello Zuccotti. Stasera la proiezione di Manhattan di Woody Allen, poi Edwards, Nichols ed i fratelli Coen

Negli ultimi tempi siamo andati a cercare di capire nel dettaglio tutto ciò che sta dietro la multiforme programmazione di Alice nella città. Dopo 'musica' e 'teatro', abbiamo pensato di chiedere a Marcello Zuccotti che con Angelo Guglielmi è responsabile della programmazione cinematografica dell'associazione come e perché viene proposto il cinema d'autore da Alice.

Perché tracce sonore?
"L'idea è quella di raccogliere una serie di film nei quali la colonna sonora non solo assume un ruolo chiave nella lettura di un film, ma acquista una propria fama indipendente dall'opera filmica e in alcuni casi superando per notorietà il film stesso che la contiene. Abbiamo volutamente evitato i musical e i film musicali film su figure di musicisti, perché ci interessava di più sondare il terreno della soundtrack classica, ovvero la parte sonora di un opera audiovisiva di finzione, dove al sonoro viene assegnato il compito di contribuire alla lettura del film, restituendo in parte o in tutto il senso delle immagini che si stanno vedendo".

Qualche esempio?
"In Arancia Meccanica la musica ha una funzione essenziale all'interno della narrazione. Nel curare la colonna sonora Kubrick propone una 'rilettura' in chiave elettronica di alcuni brani di musica classica tramite l'uso di sintetizzatori moog, e probabilmente si tratta infatti di uno dei primi casi in cui della musica considerata 'alta' come la musica classica, viene accostata a un contesto visivo di degenerazione morale e sprezzo per le regole di convivenza civile. Un effetto simile viene evocato anche dall'uso di un brano come Singin' in the rain, già impiegato nel musical, un genere per convenzione ritenuto leggero, a fare per contrasto da traccia sonora a una delle scene più violente del film.

Il prossimo film, stasera sarà Manhattan di Woody Allen?
"In Manhattan, Jazz, New York e il cinema sono per Allen una sola cosa. La colonna sonora è una selezione di brani di George Gershwin, con una piccola parentesi mozartiana. La sequenza iniziale con la Rapsodia in blue è montata appunto come una rapsodia dove si susseguono brani o citazioni di brani diversi, senza per forza nascondere lo stacco tra gli uni e gli altri. La colonna sonora si inserisce in alcune sequenze, ma è talmente compenetrata nelle immagini che anche quando è extradiegetica, viene percepita come il naturale e unico possibile commento sonoro della vita dei protagonisti".

Quali i successivi appuntamenti?
"Le prossime settimane avremo La Pantera Rosa, di Blake Edwards, con colonna sonora composta da Henry Mancini che è riuscito a scolpire il tema del film nell'immaginario collettivo. Seguirà Il laureato, diretto da Mike Nichols con colonna sonora di Paul Simon e David Grusin, con un contributo dello stesso regista inclusiva della celeberrima e a quel tempo inedita Mrs. Robinson. Poi sarà la volta di Fratello dove sei? di Joel ed Ethan Coen, in cui la maggior parte della musica utilizzata nel film è folk-blues degli Appalachi ed ha vinto un Grammy Award come Album dell'anno nel 2002, grazie anche al 'finto' singolo anni '40 Man of Constant Sorrow di Dick Burnett, una canzone che ha avuto altrettanto successo nella realtà.

Sono previste altre rassegne?
"Sì, da mercoledì 13 marzo partirà la seconda rassegna del 2013 intitolata Il silenzio di Dio: quattro film che in quattro maniere ed epoche cinematografiche diverse si interrogano e ricercano a modo loro, un dialogo con un Dio che di volta in volta, sembra rispondere opponendo vari tipi di silenzi. Il cattivo tenente di Abel Ferrara, Come in uno specchio di Ingmar Bergman, Le mele di Adamo di Anders Thomas Jensen e, per finire, il primo episodio del Decalogo di Krzysztof Kiewlowski. Silenzi assordanti per quattro registi che nelle loro peregrinazioni spirituali affidano comunque all'analisi dell'imperfezione umana la risposta a quesiti sopra i massimi sistemi".