30-04-2013 ore 11:17 | Rubriche - Animali
di Elena Ziglioli e Paola Tassiero,

Leptospirosi, come riconoscerla e prevenirla. Il picco d'incidenza della malattia nella stagione primaverile, tardo estiva ed autunnale e nei momenti di maggior piovosità

La leptospirosi è una malattia infettiva causata da batteri chiamati Leptospire. Colpisce cani di ogni età e anche l’uomo. Il gatto, invece, è considerato resistente. La malattia può essere grave sia per gli esseri umani che per gli animali. Nelle persone, i sintomi spesso assomigliano a quelli dell'influenza, ma a volte si può determinare una forma più grave, pericolosa per la vita, con infezione di reni, fegato, cervello, polmoni e cuore. Nonostante ne esistano numerosi sierotipi, le forme classiche sono causate dalla variante Canicola e Icterohaemorragiae.

Come avviene il contagio
Il contagio in genere può avvenire per via diretta tramite morsi o contatto con cadaveri di roditori infetti (topi, ratti, nutrie) o in modo indiretto attraverso l’urina di questi animali, liquido organico tra i più contaminati, presente in stagni, pozzanghere, acque stagnanti a temperatura di 19-30°. Per questo motivo, il picco di incidenza della malattia si verifica nella stagione primaverile, tardo estiva ed autunnale e nei momenti di maggior piovosità.

I sintomi
La sintomatologia compare di solito 7-14 giorni dopo l’infezione, è varia e di gravità più o meno accentuata: si distingue una forma iperacuta, osservata principalmente nei cuccioli e negli animali non vaccinati, che porta frequentemente a morte, forme acute, subacute e croniche. Gli organi più spesso interessati nella forma classica sono rene e fegato. Segni clinici comuni nei cani comprendono febbre, depressione del sensorio, inappetenza, aumento dell’assunzione di acqua (polidipsia), vomito, dolori addominali, diarrea, grave debolezza, depressione, rigidità, dolori muscolari o sterilità.

La diagnosi
La diagnosi nell’animale in vita è possibile mediante il riscontro dei segni clinici e attraverso la ricerca del batterio nel sangue o nelle urine del cane. La leptospirosi è trattabile con antibiotici; la somministrazione di liquidi per via endovenosa è essenziale per sostenere la funzione renale durante la fase acuta. La terapia va iniziata tempestivamente in modo da ottenere minori danni agli organi interni e migliori possibilità di guarigione. Nelle forme più gravi può essere mortale.

Il vaccino
Esiste un vaccino per questa malattia e la profilassi vaccinale, vista la gravità delle lesioni e la prognosi spesso infausta, è di fondamentale importanza per ridurre il rischio di contrarre l’infezione da parte del cane. Dal momento che questo vaccino non garantisce comunque la protezione completa perché offre copertura solo per alcuni dei numerosi sierotipi di Leptospira esistenti, deve essere sempre associata il più possibile anche alla profilassi sanitaria che consiste nell’evitare il contatto con acque potenzialmente contaminate e la disinfestazione dei locali dove possono essere presenti roditori.
Oggi al cinema