29-03-2017 ore 20:52 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Un fatto d’ambiente. Cavalieri d’Italia in transito nel Cremasco

Come ogni anno i Cavalieri d’Italia fanno ritorno dai siti di svernamento per tornare a nidificare nelle aree di riproduzione Italiane. La rotta migratoria dall’Africa sub sahariana prevede parecchie soste, concentrate nelle lagune, nelle paludi costiere, o interne della nostra penisola. Tutti questi siti devono avere la caratteristica di bacini umidi estesi con acque bassissime. Diventano utilissime per un breve periodo anche le risaie del Lodigiano e del Pavese o i prati a marcita che poi lasciano per raggiungere luoghi più sicuri. La nidificazione avviene a terra fra le barene, una coppa di fango rivestita da soffici erbe.

 

Corteggiamenti e duelli

L’eleganza del Cavaliere è unica. È un po’ narciso, con un portamento decisamente nobile. Procede nell’acqua affondando con estrema leggerezza le sue lunghe leve, rosa carico, mentre infila qualche insetto sulla superficie dell’acquitrino. Particolare è il corteggiamento, contraddistinto da profondi inchini davanti allo sguardo compiaciuto della femmina: un vero gesto da cavaliere. In questi giorni di fine marzo stanno transitando anche nel Cremasco. Qualche giorno di sosta per alimentarsi, qualche parata e qualche duello per la supremazia ma poi la socialità, tipica di questi uccelli, sistema anche gli ultimi screzi fra pretendenti pronti a preparare la stagione degli amori e della nidificazione.

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