28-09-2017 ore 10:57 | Rubriche - L’oasi
di Tiziano Guerini

L’Oasi. L’uomo e la natura: l’eterna lezione di Leopardi che non abbiamo ancora imparato

Siccità, terremoti, uragani: un’estate drammatica quella che sta volgendo al termine. Ischia, Messico, i Caraibi, Cuba, Florida e da ultimo Livorno: centinaia di morti e feriti, case abbattute, coltivazioni distrutte, un esodo di sei milioni di persone. La natura contro l’uomo. Si rimane sempre sorpresi di fronte a queste tragedie. L’uomo si sente tradito dalle circostanze drammatiche di fronte a cui rimane del tutto impotente. Due riflessioni si impongono allora spontanee: il mondo non è fatto per l’uomo? La natura non è al servizio del benessere dell’umanità?

 

La lezione di Leopardi

Non abbiamo ancora imparato la lezione che Leopardi ha esposto con lucidità assoluta nel Dialogo della Natura e di un Islandese: “immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? [...] Quando io vi offendo in qualunque modo e con quale si sia mezzo, io non me ne avveggo. E se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”. La natura ha le sue leggi e spezza la volontà dell’uomo di imporle le proprie. Stupida l’idea che il mondo sia fatto per le persone: il poeta di Recanati lo spiega nel Dialogo di un folletto e di uno gnomo: gli uomini “non volevano intendere che il mondo è fatto e mantenuto per li folletti”, sostiene il folletto, “Eh, buffoncello, va via – replica lo gnomo – chi non sa che il mondo è fatto per gli gnomi?”. Folletti o gnomi, probabilmente non per gli uomini.

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