28-04-2016 ore 19:12 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Cremasco. A sorpresa un maestoso esemplare di gufo reale

Si stima che in Italia non ne vivano più di 150-200 coppie. Da gennaio 2016 a oggi secondo le statistiche acquisite dalla piattaforma Ornitho.it le osservazioni sono state di 115 individui distribuiti su diverse provincie Italiane; l’altitudine delle osservazioni varia da una media di 455 metri fino alle vette montane oltre i 2550 metri. La provincia di Trento è quella che detiene il maggior numero di avvistamenti con il 20%, seguono Sondrio, Trieste e Bolzano. Cremona zero per cento. Stiamo parlando del più grande rapace notturno europeo: il gufo reale (Bubo bubo).

 

Maestoso esemplare

Ora anche la provincia di Cremona potrà muovere la classifica con un segno più, grazie ad un maestoso esemplare di gufo reale che da alcune settimane sorvola, la notte, i tetti di un piccolo e tranquillo comune del cremasco. Come e perché questa specie sia finita a vivere a 71 metri, contrariamente all’habitat naturale formato da foreste con pareti rocciose, lo scopriremo durante questo viaggio. Specie ornitica prevalentemente notturna e crepuscolare dalle dimensioni large, la femmina, più grande del maschio, arriva ad essere 70 centimetri di altezza con una apertura alare di circa 180 centimetri ed un peso vicino ai 4 chilogrammi. La presenza di questo rapace ha un poco scombussolato la vita di alcuni abitanti del piccolo comune certamente non abituati a trovarsi sul davanzale di casa una specie di volatile cosi imponente e per alcuni versi anche un poco inquietante, specie durante gli incontri notturni. Confidente a tal punto che si lascia osservare da pochi metri e non pare temere nessun tipo di reazione umana. Questo comportamento ha due origini: la prima è conseguente al fatto di sentirsi in cima alla catena alimentare, la seconda tutta da scoprire, sta nel fatto che potrebbe trattarsi di un soggetto allevato in cattività e ora ritornato libero. La sua alimentazione lo porta ad essere un silenzioso aliante notturno dalla vista acutissima per catturare le sue prede con mosse a sorpresa. La forza degli artigli gli permette di catturare animali dalle dimensioni di volpi o piccoli cerbiatti. Qui ove si è stabilito controlla un territorio molto vasto si nutre di piccoli uccelli come passeri, storni, merli e soprattutto piccioni torraioli, diventando un ottimo bird-control.

 

Il richiamo della foresta

Non solo, crediamo possa variare la sua dieta anche con qualche coniglio selvatico o qualche roditore. La sua permanenza in luoghi non proprio congeniali è da seguire con molta attenzione poiché pensiamo non potrà rimanere a lungo, specie se il soggetto è un giovane erratico di due o tre anni, ad esempio, senza trovarsi un compagno o una compagna. Il richiamo della foresta lo porterà inevitabilmente ad allontanarsi alla ricerca del partner. Se invece si riscontra essere un soggetto nato in cattività il rischio più grande è quello di un incidente. Al momento, viste le abitudini notturne e le difficoltà di riprese fotografiche sufficientemente nitide, non è possibile stabilirne il sesso e l’età . Nel frattempo con l’aiuto degli abitanti che oramai si sono affezionati alle improvvisate del gufo, noi continueremo a seguirlo nelle sue fasi evolutive curandoci amorevolmente di questo nuovo concittadino.

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