27-06-2016 ore 21:23 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Un fatto d’ambiente. Nidi e siepi campestri, il fondamento dei corridoi ecologici

Le siepi campestri, in modo particolare quelle ricche di essenze vegetali diverse, formano degli ecosistemi con un significativo livello di biodiversità e costituiscono uno dei tasselli fondamentali dei cosiddetti corridoi ecologici, attraverso i quali numerose specie vegetali ed animali possono migrare alimentando la biodiversità dell’intero territorio. Nonostante le siepi siano un ambiente estremamente artificiale, la loro presenza è oggi molto ridotta se non addirittura scomparsa da alcune aree della nostra pianura. Impiegate fin dall’antichità dall’uomo per ricreare attorno a sé paesaggi suggestivi e colorati, abbellire giardini e latifondi oppure messe a dimora come frangivento a difesa di suoli e raccolti.

 

Girandola di colori

Le diverse essenze hanno la particolarità di fiorire alternativamente, quasi mai insieme creando così una girandola di colori che vanno dal bianco al rosa al giallo, al fucsia a partire dal mese di marzo fino a maggio-giugno. Questo fatto permette agli insetti impollinatori e alle api di sfruttare pienamente le diverse fioriture e conseguentemente la fruttificazione di questi splendidi e colorati arbusti , alle api di produrre dell’ottimo miele. Fra le specie più suggestive troviamo il corniolo, il biancospino, il prugnolo, la fusaggine, conosciuta anche come berretta del prete per la sua caratteristica forma e colore, lo spincervino, il crespino (nell'immagine © Dellera), la rosa canina, il sanguinello e il ligustro. Il primo arbusto a fiorire è il corniolo, curnàl, in cremasco, facile da identificare per effetto del color giallo intenso dei fiori mentre tutt’attorno è ancora brullo. I frutti sono drupe ovali rosso vivo, ottime per marmellate. Il prugnolo, brugnòl in cremasco è arbusto coriaceo e spinoso i cui fiori sono bianchi e molto ravvicinati mentre i frutti succosi e aspri sono piccole drupe sferiche e violacee.


Apprezzato nascondiglio

Successivamente alla fioritura di queste due essenze iniziano a fiorire anche tutte le altre le cui presenze sporadiche offrono però una buona copertura vegetale specie nei sottoboschi delle riserve naturali o ai margini di fiumi, fontanili, lanche, strade vicinali e cave dismesse. Il portamento di questi arbusti, la fitta rete di rami e la modalità di crescita, molto ravvicinata tra loro costituiscono un nascondiglio apprezzato da molti silvidi come usignoli, capinere (nell'immagine di Gianfranco Colombo), luì, codibugnoli, merli e balie, che su di loro costruiscono i propri nidi. Semplici a volte disordinati giacigli aggrappati a rami sottilissimi e flessibili, oppure costruiti in forme complesse e molto protettive, formati da numerosi fili d’erba e muschio nei quali deporre le uova in attesa della schiusa.

 

Il dovere di proteggere

I nidi degli uccelli sono insieme alla migrazione un fenomeno che rende queste specie ornitologiche particolarmente interessanti. Proviamo semplicemente a pensare in quanti modi, con che materiali, a che altezza e in che luoghi vengono costruiti i nidi delle specie nidificanti in pianura? Questa semplice ricerca ci mostrerà lo straordinario fenomeno della vita animale, dell’adattamento e specializzazione all’ambiente in cui vivono e si riproducono. Le siepi perciò come habitat per la nidificazione, ma non solo: i frutti che maturano in piena estate e gli insetti che vengono attratti sono una abbondante riserva alimentare che sostiene una buona quantità di forme di vita legate a questo ciclo stagionale e riproduttivo di cui dovremmo sempre più farci carico di proteggere.

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