18-01-2017 ore 18:29 | Rubriche - Costume e società
di Stefano Zaninelli

Crema. La campagna elettorale nell'epoca della post verità. Le istruzioni per l’uso

La campagna elettorale per le amministrative 2017 inizia a prendere forma. Già ora si intravedono in prospettiva confronti seri e sinceri. Per mesi i candidati discuteranno delle strategie di amministrazione della città in chiave razionale. Dati oggettivi e verificabili guideranno dispute e controversie, relegando finalmente la retorica del rimpallo e dell’archeologia della colpa al posto che si merita: l’archivio degli affari passati. Da Crema – e con lei i cittadini, l’informazione e giù a cascata tutti i partecipanti alla vita pubblica – partirà la marcia d’uscita dal tunnel della post-verità.

 

Credenze e fatti oggettivi

Per gli smemorati, nella post-verità le opinioni e le affermazioni che fanno leva sulle credenze popolari influiscono sul dibattito pubblico molto più dei fatti oggettivi. È una condizione così diffusa che l’Oxford Dictionary l’ha eletta parola dell’anno 2016. Sbaglia chi pensa di esserne immune: viviamo nel villaggio globale profetizzato da McLuhan, dove mode e tendenze attraversano le longitudini contaminando Paesi e culture. Dal Regno Unito al Wyoming, passando per la Russia, anche in Italia si parla di post-verità: una ricerca dell’Accademia della Crusca su Google mostra che sono oltre 30 mila i risultati rintracciabili nelle pagine italiane del motore di ricerca.

 

Non è vero ma ci credo”

Inutile illudersi: ci siamo dentro da sempre. Per questo male non esistono vaccini – che schiviamo sempre più con encomiabile tenacia. Se non altro, ai social media è giusto riconoscere il merito di aver svelato l’inganno: quasi duemila anni dopo il pieno di preferenze continua a farlo Barabba. L’atteggiamento che va per la maggiore è ben riassunto dal titolo di un convegno dello scorso novembre a Montecitorio: Non è vero ma ci credo. Nel dibattito sulla qualità dell’informazione, il saggio indica la luna e lo stupido pensa al complotto della Nasa. Si consuma sui social network la metastasi della ragione. In uno studio comportamentale condotto su Facebook, l’equipe guidata da Walter Quattrociocchi, (Imt di Lucca) ha mostrato che i cospirazionisti non visualizzano mai notizie vere, e che anche di fronte alla smentita delle loro teorie non cambiano opinione; anzi, sono ancora più propensi a crederci. Dilaga lo sconforto sulle scrivanie di debunker e fact checker, chi si occupa di smascherare false teorie e verificare fatti e notizie: Caitlin Dewey, giornalista del Washington Post attenta alle varie declinazioni del falso, ha concluso che il suo lavoro è uno sforzo vano.

 

Problema intergenerazionale

Se i giovani – come recita l’adagio – sono il futuro, non sono molte le speranze cui fare appello. Una ricerca della Stanford University rileva che per quanto i nativi digitali riescano a destreggiarsi abilmente tra le reti dei social network e i sistemi di messaggistica, “quando si tratta di valutare delle informazioni filtrate dai canali dei social media vengono facilmente ingannati”. Saper distinguere tra una notizia vera ed una falsa, capire come difendersi dai trabocchetti e dalle faziosità è un mestiere duro nell’"era delle stronzate", come l’ha ribattezzata la giornalista Laurie Penny.

 

Istruzioni per l’uso

Rieccoci nel 2017, a pochi mesi dalle elezioni amministrative. La campagna elettorale è al principio – qui ed ora non ha senso occuparsi delle aspettative, dei programmi e delle promesse. Non possiamo sapere come si comporteranno i candidati, né possiamo prevederne le strategie comunicative; non si possono condurre analisi approfondite a livello statistico, a causa principalmente della mancanza di dati; sarà impossibile sapere quanti dei contenuti proposti verranno correttamente assimilati dagli elettori. In definitiva, esiste il rischio che qualsiasi iniziativa di fact checking o di debunking sortisca riprovazione tra lettori ed elettori, con buona pace di chi a parole condanna le falsità. Ma questo è il prezzo della post-verità, è bene saperlo.

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