11-03-2013 ore 16:49 | Rubriche - Animali
di Rebecca Ronchi

"Da oggi in Europa mai più test cosmetici". Vietato sperimentare o importare cosmetici o ingredienti testati su animali

Per chi ama gli animali questa è una notizia attesa da oltre 20 anni: dopo una lunghissima battaglia infarcita di promesse troppo spesso mancate, di petizioni, manifestazioni, votazioni a Bruxelles, l'Unione Europea si libera da tutti i test su animali in ambito cosmetico. Oggi 11 marzo 2013, infatti, entra in vigore l’ultimo stop previsto dalla Direttiva 2003/15 che impone il divieto di sperimentare su animali, o importare, anche gli ingredienti oltre ai prodotti cosmetici.

Il rischio
"Questo importante traguardo - si legge in una nota stampa della Lav - ha rischiato di slittare ulteriormente, tanto che la Commissione Europea ha più volte paventato la possibilità di posticiparlo almeno di dieci anni: una prospettiva fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, da coraggiose aziende e dalle associazioni animaliste di tutta Europa, tra cui la European Coalition to end animal experiments di cui facciamo parte, e così il bando è stato mantenuto".

Importante traguardo
"L'impegno antivivisezionista ha portato la LAV a ottenere nel 1993, insieme alle maggiori associazioni animaliste europee, la prima direttiva di bando dei test su animali, su prodotto finito e ingredienti cosmetici, fissato al 1998. Il bando è stato più volte rimandato dal Governo comunitario ma finalmente, ora, possiamo festeggiare questa svolta storica: la totale esclusione dei test animali in campo cosmetico".

Più slancio al traguardo
Secondo il Comitato Scientifico Equivita, "questo provvedimento sia oggi in totale contrasto con il Regolamento REACH (per la valutazione e autorizzazione dei prodotti chimici immessi nell’ambiente) e la direttiva 2010/63/CE (sulla sperimentazione animale) recentemente approvata e attualmente in fase di recepimento. Entrambe queste leggi europee propongono infatti i test su animali come strumento base nella ricerca biomedica e tossicologica (nella seconda non esiste neppure l’obbligo di usare metodi sostitutivi, senza animali, quando disponibili)".

Cosmesi, farmacologia o l’ambiente
"Il risultato di ciò è che lo stesso prodotto non dovrà essere sottoposto a test su animali se destinato alla cosmesi, mentre dovrà esserlo se il suo impiego riguarderà la farmacologia o l’ambiente. E’ urgente dunque superare la tappa oggi raggiunta, soprattutto perché è molto facile dimostrare che se i test sostitutivi adottati per vagliare i prodotti di cosmesi (a contatto con la nostra pelle) possono proteggere la nostra salute, essi dovranno essere considerati altrettanto validi per proteggere la salute umana anche per vagliare ogni altro prodotto".

La prossima tappa
La prossima tappa da raggiungere è la presentazione alla Commissione Europea di un vagone di firme raccolte in tutta Europa per l’elaborazione di una nuova direttiva che vada verso l’abolizione della sperimentazione animale e che renda obbligatori i metodi sostitutivi, abrogando la direttiva 2010/63.