07-10-2017 ore 13:59 | Rubriche - Costume e società
di Stefano Zaninelli

Da Crema a Marina Romea, una vacanza su due ruote tra paesaggi, emozioni e libertà

Dal Crema al delta del Po, passando dai campi di frumento del Cremasco alle verdi distese dell’Emilia Romagna. Ha un che di esotico il viaggio-vacanza di Attilio Adenti e Giancarlo Maggi (foto a lato), cremaschi con la passione per la bicicletta. Dieci giorni in sella, dal 12 al 21 agosto, con il paesaggio che muta lentamente tutt’attorno. “Appoggi il piede sul pedale e prendi quello che il viaggio ti dona – racconta Giancarlo – persone, luoghi, profumi, colori e sapori: non c’è paragone con il viaggio in macchina”.

 

Il viaggio e la libertà

Crema, Gazzuolo, Ostiglia, poi giù per le valli di Comacchio. Tappa a Ferrara, a Lido delle Nazioni e a Marina Romea. Infine il ritorno. Poco meno di due settimane equipaggiati di un paio di magliette a testa, qualche cambio per l’intimo e lo stretto necessario per dormire: materassino e sacco a pelo. Non è la prima volta che Attilio e Giancarlo saltano in sella alla bici per un viaggio di più giorni. A giugno è stata la volta del Mantovano costeggiando il Mincio. L’anno scorso la meta era Borno, in val Camonica. “Viaggiare in bici significa libertà – racconta Adenti – senza problemi né impegni: quello che arriva, arriva”.

 

Il paesaggio, dentro e fuori

Difficile scegliere un momento emblematico della vacanza, spiegano i cicloturisti cremaschi mostrando le foto sullo schermo dello smartphone. Sul display si alternano cieli tersi, locande, compagni di viaggio occasionali – chi per due chilometri, chi per tre ore. “Quando sei stanco stacchi il pedale e ti fermi – aggiunge Adenti – ad ogni arrivo ti senti un’altra persona: sei disposto a scambiare due parole con tutti. Lo percepiscono anche gli altri, che il più delle volte ti danno una mano a cercare un posto per mangiare o per dormire”.

 

Il bagaglio emotivo

La scelta del viaggio su due ruote non è una pura questione di allenamento. La vacanza si alimenta di altro: “non c’è un momento migliore – spiega Maggi – perché ogni giorno ti rimetti in sella e provi nuove emozioni”. Conclusa la vacanza il bagaglio è più pieno rispetto all’andata. Non tanto quello materiale, gonfio di vestiti sporchi e souvenir. È il bagaglio emotivo ad essersi arricchito. Descritta in tre parole, è un’esperienza “troppo bella, eccezionale”. Da ripetere, ma quando? Arriva l’autunno, soffiano i primi freddi, il buio anticipa l’orologio. “È un’avventura, fosse per noi ripartiremmo domani. Non ci fermeremo nemmeno d’inverno”.