"Mite ed umile di cuore". Il ricordo di Giovanni XXIII nelle parole commosse del suo segretario Loris Capovilla: "è stato il papa della bontà"

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte del beato papa Giovanni XXIII, avvenuta il 3 giugno 1963, con don Emilio Lingiardi, grande amico e confidente di monsignor Loris Capovilla, per dieci anni segretario del papa, si è tenuto in incontro a Cà Maitino di Sotto il Monte, dove da anni risiede l'arcivescovo con sette religiose delle 'Poverelle di Bergamo' che hanno in cura il museo.

Incontro cordiale
All'incontro erano presenti, oltre a Crem@online, il vice direttore de L'Osservatore Romano, la responsabile di Radio Svizzera Italiana Pervin Kavakcioglu ed altri cronisti. Il colloquio, molto confidenziale e cordiale, è stato più volte interrotto da telefonate di giornalisti italiani ed esteri che chiedevano qualche giudizio sia nel ricordo di papa Giovanni come sullo stile dell'attuale papa Francesco.

La sera della nomina
"Quali furono i sentimenti di papa Giovanni alla sua elezione, il 28 ottobre 1958? Quando il cardinale Angelo Roncalli quel mattino si è reso conto che i voti dei cardinali erano rivolti verso di lui, si è ritirato, solo, in meditazione - ha ricordato monsignor Capovilla - così che allo scrutinio del pomeriggio, verso le 17, di fronte ai tre cardinali che gli chiedevano l'accettazione della nomina, ha risposto di essere come Mosè, salito sul monte a pregare per tutta l'umanità e che piegava la testa e le spalle al giogo della croce sempre obbedendo, come era stato in tutta la sua vita, alla volontà di Dio, fonte di tanta pace. Anche il suo motto episcopale confermava tale stile: Oboedentia et pax".

Il nome
"Alla seconda domanda dei cardinali, su quale nome intendeva prendere da papa, con determinazione rispose: Vocabo Ioannes, ovvero 'mi chiamerò Giovanni', perché è un nome dolce, soave e solenne. Dolce perché è un richiamo domestico al nome di mio papà, soave perché ricorda la parrocchia di San Giovanni di Sotto il Monte dove ho ricevuto il battesimo e infine solenne perché è il titolo della cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano".

L'umorismo
"Non posso dimenticare - ricordò il neo eletto papa nel racconto di monsignor Capovilla - che Giovanni è pure il nome dei personaggi più vicini a Gesù: il precursore Giovanni Battista e l'apostolo prediletto. Oltretutto - concluse il papa ai conclavisti - il nome Giovanni aveva riscosso tanto successo tra 22 dei suoi precedessori e lui sarebbe quindi stato il ventitreesimo. Quasi con umorismo ricordò, da buon storico, che il loro pontificato era stato oltretutto molto breve".



"Mite ed umile di cuore"
"Venti minuti dopo l'annuncio dell'elezione - racconta Capovilla - il papa è apparso alla loggia per la benedizione consueta, mentre tutto il popolo in piazza San Pietro acclamava ed applaudiva. Accecato dai fari e dalle televisioni, non è riuscito a vedere nulla della piazza. Rientrato nel corridoio che l'avrebbe portato nel suo appartamento, si è soffermato di fronte al crocefisso che lo precedeva e pensò: 'Giovanni, se tu non segui Gesù, mite ed umile di cuore, come lo contempli sulla croce, tu non vedrai nulla nè della Chiesa nè degli uomini'".

La guida del suo pontificato
Come commenta il suo segretario cinquant'anni dopo, "era già annunciata al suo cuore la luce di Cristo che l'avrebbe guidato nel suo pontificato, perché la Chiesa, rinnovata dal Concilio che avrebbe dichiarato qualche mese dopo, portasse solo il Vangelo agli uomini del nostro tempo, in uno stile di semplicità, umiltà e povertà".

Il testamento personale
"Qualche ora prima di spirare, in un lungo momento di lucidità, il papa che da giorni e notti seguivo accanto al suo letto, mi fece tre raccomandazioni: di riposarmi un poco dopo questi eventi, così impegnativi; di recarmi a Sotto il Monte a confortare i familiari e di imitarlo nel non rispondere mai a chi mi avrebbe gettato addosso delle pietre. Va detto che in quei giorni, su alcuni giornali romani, si era incolpato il papa ed il suo segretario dell'avanzata del partito comunista di più di un milione di votanti".

"Un uomo di carne"
Passando invece all'attualità, su papa Francesco, monsignor Capovilla ha ricordato un avvenimento di qualche tempo fa: "il lunedì di Pasqua, 1 aprile, alle ore 18, il papa, direttamente mi ha telefonato invitandomi a pregare per lui perché diventasse ogni giorno più buono come il papa della bontà. Lo stile di papa Giovanni continua nelle scelte di vita di questo papa: semplice, umile, povero ma soprattutto uomo di carne molto vicino alla gente". Oggi alle 18, presso la parrocchia della Cattedrale di Crema, verrà celebrata una messa in onore di papa Giovanni XXIII.

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