30-08-2017 ore 20:29 | Politica - Dall'italia
di Stefano Zaninelli

Roma. Reddito d’inclusione per combattere la povertà: dal sussidio alle politiche attive

“Da oggi la lotta alla povertà e il Reddito di inclusione sono legge dello Stato. Per la prima volta il nostro Paese ha uno strumento permanente di contrasto alla povertà fondato sul sostegno al reddito e sull'inclusione sociale”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a proposito del decreto di attuazione del disegno di legge di contrasto alla povertà, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Al Fondo povertà sono destinati 1 miliardo e 845 milioni di euro, cui si aggiunge 1 miliardo di euro – fino al 2022 – dal Programma operativo nazionale Inclusione.

 

Chi ne può beneficiare

Possono accedere al Reddito di inclusione i nuclei familiari con almeno un figlio minorenne, con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne), con una donna in stato di gravidanza o con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione. Il requisito è stabilito dalla soglia sulla base della situazione economica e patrimoniale: per l’Isee la soglia d’accesso è pari a 6000 mentre per l’Isre è pari a 3000. Secondo le stime del Ministero del Lavoro sono 500 mila i potenziali nuclei famigliari che ne potrebbero beneficiare, ossia circa 1,8 milioni di persone di cui 700 mila minori.

 

Approccio attivo

Sarà possibile fare domanda per il Reddito di inclusione (Rei) a partire dall’1 dicembre tramite una dichiarazione Isee precompilata; nel frattempo le persone interessate potranno fare richiesta per il Sostegno per l’inclusione attiva. L’erogazione del Rei è condizionata all’adesione ad un progetto personalizzato, spesso di tipo lavorativo, affinché i beneficiari non rimangano passivi o cadano nelle “trappole della povertà”. Lavoro, ma non solo: i progetti lambiscono anche l’istruzione e la salute, perché “la trasmissione intergenerazionale della povertà è inaccettabile e quindi centrale nella progettazione personalizzata è il sostegno alla funzione genitoriale e l’attenzione agli specifici bisogni dei bambini”.

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