27-09-2016 ore 20:13 | Politica - Crema
di Stefano Zaninelli

Crema. Sicurezza e cittadinanza attiva: concluso il progetto al centro natatorio. Premiati 19 ragazzi richiedenti asilo

“Come amministrazione ci teniamo a ringraziare tutti i ragazzi coinvolti nel progetto di custodia e supporto presso la piscina di via Indipendenza. A titolo di riconoscimento abbiamo pensato di premiarli con la medaglia che assegniamo ai cittadini di Crema che si sono distinti per attività a beneficio degli altri”. Così il sindaco, Stefania Bonaldi, ha introdotto la conferenza di premiazione svolta oggi a palazzo comunale.

 

Lavoro e inclusione

Presentato lo scorso giugno, il progetto è nato dall’intesa tra Comune di Crema, Caritas, Sport management e Tecnoproject. Ha visto 19 giovani richiedenti asilo impegnati nel presidiare la zona interna ed esterna del centro natatorio per prevenire episodi di criminalità e valorizzare le risorse della collettività. “È stata una bella esperienza – ha commentato Banta Sakhone, uno dei partecipanti – perché abbiamo avuto modo di vivere tra la gente. Vogliamo aiutare la città, lavorare assieme a voi. E anche se sappiamo che ora non è facile trovare un’occupazione, siamo felicissimi di poter dare una mano”.

 

Gentilezza e disponibilità

Molto soddisfatti dell’esperienza anche gli altri enti coinvolti, a partire dalla società che gestisce il centro natatorio, Sport management: “sono due – ha spiegato Stefano Tamiazzo, direttore generale – gli elementi che hanno contraddistinto questa collaborazione: primo, la grande disponibilità al lavoro dei ragazzi coinvolti, un fattore che non si può dare per contato; secondo, tutti i ragazzi si sono dimostrati generosi e disponibili, non solo nei confronti dell’azienda ma anche rispetto all’utenza della piscina. Fortissimo il ritorno positivo: i furti sono diminuiti dell’85%”.

 

Cittadinanza attiva

“In questo progetto si sono venute a creare condizioni molto favorevoli e abbastanza rare – ha aggiunto Angela Beretta, assessore al Welfare – inoltre, questa esperienza contribuisce a formare una persona all’interno del suo percorso di vita. Sono molto contenta anche perché i partner del progetto hanno condiviso la filosofia dell’amministrazione: contare sulle risorse di ogni cittadino, in un contesto di relazioni che quando sono felici arricchiscono tutti”. Dello stesso avviso Claudio Dagheti, referente Caritas: “Questo progetto rientra nel processo di normalizzazione dell’esperienza di accoglienza. È un esempio di cittadinanza attiva che ha portato al crollo delle barriere, a risultati positivi, e che ci auguriamo possa essere seguito da altri progetti”.

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