26-10-2016 ore 20:22 | Politica - Milano
di Gianni Carrolli

Regione Lombardia. Approvato il Piano cave della provincia di Cremona. Alloni critico sulla cava nel Pianalto della Melotta

È stato approvato ieri in Consiglio regionale il piano cave della provincia di Cremona. Per il consigliere Carlo Malvezzi, esponente di Lombardia popolare, “la maggioranza da una parte si conferma ispirata al corretto utilizzo dei materiali da cava, dall’altro prova la sua capacità di saper far convivere l’efficace tutela delle risorse ambientali con l’esigenza di rispondere ai bisogni degli operatori economici”.

 

La questione cava Danesi

Contro il provvedimento si è espresso invece il Partito democratico. Afferma il consigliere Agostino Alloni: “saremmo anche d’accordo se non ci fosse un motivo per noi insuperabile, ovvero, l’argomento che ha tenuto banco in Commissione: la cava di argilla del Pianalto della Melotta (cava Danesi), che insiste all’interno di un territorio sottoposto a 5 vincoli: Sic, Rete Natura 2000, Riserva naturale, geosito, Pgt. Come è possibile realizzare una escavazione all’interno di quest’area?”.

 

Sviluppo sostenibile

Specifica Alloni: “Che senso ha autorizzare in un sito di quel tipo – quello del Pianalto della melotta, nda – 2 milioni e 100 mila di metri cubi di escavazioni? In provincia di Cremona ci sono oltre 3 milioni di residui di argilla: che senso ha mettere lì una cava?”. Aggiunge: “il Piano poteva benissimo essere approvato senza dare il via libera alla cava dentro il Pianalto. Teniamo, infine, conto che sono stati fatti diversi ricorsi contro questa cava (anche dal Comune di Romanengo che lo ha ritirato solo dopo aver cambiato colore politico), non per principio, ma perché va contro uno sviluppo sostenibile”.

 

Il voto ideologico

Per il consigliere di centrodestra il voto contrario deriva da “una visione ideologica che storicamente è nemica del bene e che non permette il necessario sviluppo economico e sociale della nostra Lombardia. Non dobbiamo dimenticare che nel Piano sono contemplati anche i materiali necessari per la realizzazione di quelle opere infrastrutturali che il territorio attende ormai da tempo, dalla Cremona-Mantova all’autostrada Tibre (Tirreno-Brennero), oltre al raccordo viario Cremona-Castelvetro”.

 

Qualche cifra

In sintesi, qualche dato sul Piano cave: prevede 8 ambiti territoriali estrattivi (Ate) di argilla per un volume totale di 4.309.500 metri cubi; 26 ambiti estrattivi di sabbia e ghiaia per un volume totale di 11.530.984 metri cubi; 1 ambito nel settore estrattivo delle torbe per un volume totale di 81.000 metri cubi; 3 cave di recupero nel settore sabbia e ghiaia per un volume totale di 1.040.000 metri cubi. In quanto al fabbisogno (in totale 16 milioni di metri cubi): 9 milioni di metri cubi si stima servano per la Tibre; 450.000 metri cubi per il raccordo viario Cremona-Castelvetro; 4 milioni e 383.400 metri cubi di materiale inerte per la l’autostrada Cremona-Mantova.

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