22-10-2016 ore 12:40 | Politica - Dall'italia
di Rebecca Ronchi

M5S Lombardia, addio Pedemontana. Corbetta: “non si farà”

“Il destino di Pedemontana è già scritto ed è sotto gli occhi di tutti. Di Pietro ha dichiarato che la continuità aziendale è garantita fino a gennaio 2018. Poi, se non avrà ottenuto i prestiti dalle banche, porterà i libri in Tribunale. Mi auguro che non attenda tutti questi mesi per prendere atto della situazione. Ormai tutti protagonisti, dal Governo alla Regione, hanno capito che il progetto è fallito ma a tutti manca il coraggio di dirlo, perché nessuno vuole rimanere col cerino in mano. Di Pietro ponga fine a questa ridicola farsa”.

 

Vecchia e inadatta

Il capogruppo del M5S Lombardia Gianmarco Corbetta sostiene che la Pedemontana non solo fosse “in condizioni finanziarie disastrose”, ma soprattutto “l’opera è, fortunatamente, ad alto rischio. È nata vecchia, inadatta a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini e portatrice di devastazioni del nostro già martoriato territorio”. Per il consigliere regionale “basta rifarsi alle dichiarazioni rilasciate il 5 ottobre in audizione presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale dal neo presidente di Pedemontana, Antonio Di Pietro, per rendersi conto che di margini di incertezza ce ne sono ben pochi”.


Ostacoli insormontabili

“Pedemontana andrà avanti nei lavori solo se riuscirà a risolvere il contenzioso sulle riserve con la ditta costruttrice delle prime tratte, aumenterà i flussi di traffico sulle tratte già realizzate ma senza rinunciare ai pedaggi esorbitanti. Risolverà il problema della riscossione dei pedaggi che moltissimi non pagano, riuscirà a farsi approvare da Roma una nuova revisione del piano economico finanziario, convincerà le banche ad investire 2 miliardi e 400 milioni di euro, troverà le garanzie nel caso le stime di traffico per le nuove tratte dovessero risultare sballate, si farà abbassare i tassi di interesse concordati, risparmierà 300 milioni di euro dal progetto esecutivo della B2 e troverà i soldi per bonificare i terreni dalla diossina di Seveso. Molti di questi sono ostacoli – conclude Corbetta - sono insormontabili”.