22-05-2017 ore 21:14 | Politica - Crema
di Andrea Baruffi

Crema. Welfare, cooperazione e politiche sociali: candidati sindaco a confronto

Terza uscita pubblica per i candidati sindaco di Crema. Dopo l’incontro sul mercato di via Verdi e sui progetti per il futuro della città, nel tardo pomeriggio di oggi si sono confrontati sull’importanza del welfare nel programma elettorale e nell’azione amministrativa. All’incontro, organizzato da Confcooperative Cremona, erano presenti Mimma Aiello, Stefania Bonaldi, Carlo Cattaneo ed Enrico Zucchi. Impossibilitato a presenziare per motivi di famiglia Luca Grossi. L’appuntamento è stato moderato da don Giorgio Zucchelli.

 

Welfare sociale

Il primo tema affrontato ha riguardato le proposte per il welfare e le politiche sociali. Mimma Aiello ha messo in luce che “nella stesura del programma, per un approccio più ampio e completo, sono state coinvolte due persone diversamente abili”. Tre sono i punti fondamentali su cui basa la proposta amministrativa: “l’eliminazione delle barriere architettoniche e la cooperazione tra persone con progetti di co housing e market sociale”. Stefania Bonaldi ha analizzato i pilastri su cui è stata impostata l’azione sociale in questi cinque anni di mandato: “le persone non sono state guardate solo come portatrici di bisogni ma analizzate nel contesto in cui vivono”. Secondo Carlo Cattaneo è necessario un “efficientamento dei servizi e un controllo delle richieste per evitare una distribuzione non equa delle risorse”. Il candidato dei Cinque stelle si è dichiarato concorde “sull’assistenza individuale inserita nella realtà in cui vive la persona”. Enrico Zucchi ha proposto “la riqualificazione dell’immobile dell’ex Misericordia da destinare all’housing sociale, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la creazione di un fondo per i malati e disabili alimentato dall’indennità del sindaco”.

 

Il mondo della cooperazione

Analizzando il rapporto tra la pubblica amministrazione e il mondo della cooperazione, Stefania Bonaldi ha sottolineato la nascita e l’esperienza del consorzio Sul Serio, composto da 12 cooperative sociali e 8 organizzazioni del territorio: “la co progettazione è uno strumento innovativo. Il soggetto privato non si limita ad erogare un servizio ma assume un ruolo attivo, proponendo soluzioni progettuali”. Cattaneo si è detto “favorevole a proseguire con la strada intrapresa, con una maggiore componente di controllo e vigilanza da parte dell’amministrazione”. Di idee opposte Mimma Aiello: “il comune deve camminare al fianco delle cooperative”. Enrico Zucchi ha evidenziato la necessità di “favorire l’inserimento lavorativo nelle cooperative di persone fragili”.

 

Sostenibilità dei progetti

Parlando di progetti sostenibili, Zucchi ha messo in luce “l’attenzione riservata ai diversamente abili e alle fasce più deboli” e la volontà di “sostenere i progetti proposti dalle cooperative”. Mimma Aiello ha chiesto la “collaborazione delle cooperative” in particolare “per l’attuazione di laboratori di economia e la creazione del market sociale”. Stefania Bonaldi ha ricordato l’importanza di “focalizzare l’attenzione non solo alle marginalità estreme” e la necessità di “collaborazione tra le varie realtà”. Secondo la Bonaldi è necessario “rivedere i tempi di assegnazione e la gestione delle case popolari”. Carlo Cattaneo ha proposto “l’inserimento del baratto amministrativo, per responsabilizzare l’utente che richiede assistenza”.

 

Richiedenti asilo

L’ultimo tema affrontato ha riguardato l’accoglienza e l’assistenza dei richiedenti asilo. Mimma Aiello ha sottolineato l’importanza di “tutelare tutte le persone”. Stefania Bonaldi ha ricordato i protocolli di accoglienza diffusa, la necessità che “tutti i sindaci del territorio aderiscano ai protocolli” e la “volontà dei richiedenti asilo di diventare parte attiva della comunità grazie a lavori socialmente utili”. Carlo Cattaneo ha auspicato la “creazione di una rete di dialogo tra comuni e prefettura” ed ha avanzato anche in questo caso la proposta di “utilizzare la formula del baratto amministrativo”. Da ultimo Zucchi ha ricordato che “secondo i dati forniti solo il 5 – 6% delle persone che emigrano hanno i presupposti per richiedere asilo politico”.

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