17-07-2017 ore 20:37 | Politica - Crema
di Stefano Zaninelli

Crema. Tempo di riflessioni per Forza Italia. Necessaria una “verifica politica” estesa

Battibecchi, provvedimenti, dimissioni: il caso di Forza Italia Crema non è più di competenza locale. Tutti gli elementi verranno trasmessi a livello regionale per la valutazione. Nell’attesa, se n’è occupato anche il coordinamento provinciale nella riunione di giovedì 13 luglio. “Ci sono richieste serietà, equilibrio, umiltà, orgoglio di appartenenza". Solo così si potrà affrontare con fiducia il partito, lavorando "a beneficio di tutta la nostra comunità politica”. Così il coordinatore provinciale di Forza Italia, Mino Jotta nella sua relazione dedicataalle elezioni amministrative cremasche. Il documento è stato illustrato e messa in votazione nella riunione del comitato provinciale di giovedì scorso, dov’è stata approvata con 15 voti a favore e 5 contrari: Massimiliano Salini, Carlo Malvezzi, Gianmario Donida, Lorenzo Perolini e Giorgio Everet.

 

L’analisi del voto

Il documento ripercorre gli sforzi degli ultimi mesi. Il coordinamento provinciale di Forza Italia ha lavorato con l’obiettivo di “ricostruire un’area di centrodestra coesa”, obiettivo che sia a livello nazionale sia locale (Credera e Robecco sull’Oglio) ha sortito buoni risultati. Non a Crema, dove le braci ancora scottano. Quattro i motivi individuati dal coordinamento: la mancanza di un candidato in grado di unire il coordinamento cittadino; prese di posizione da parte di esponenti “autorevoli”, che hanno adombrato il ruolo del partito; alleati non sempre trasparenti e lineari; infine, “la schizofrenia di una parte della classe dirigente del partito cremasco”, che ha destabilizzato partito ed elettorato.

 

Una verifica politica

Il ritorno di alcune figure dal “fallimentare progetto” del Nuovo centrodestra e l’imprescindibile mediazione con il candidato Zucchi hanno fatto il resto. Tutto ciò rende necessaria “una verifica politica che coinvolga la classe dirigente del partito unitamente ai componenti dei gruppi consiliari di Forza Italia in quanto espressione legittima e libera del voto popolare. Il movimento di Forza Italia, nel nostro territorio, attraverso iscritti, dirigenti e rappresentanti istituzionali è chiamato ad assumere pienamente le sue responsabilità e ad assolvere all’impegno di favorire una nuova fase, valorizzando i risultati raggiunti in questi anni, affrontando le criticità emerse facendo tesoro dell’esperienza maturata, pur se con esiti negativi”.

 

La situazione interna

Un'analisi della vicenda cremasca è contenuta nella mozione (integrale in allegato) presentata da Enzo Bettinelli, poi ritirata in fase di coordinamento in quanto parzialmente recepita dal documento di Jotta. Alla prima responsabilità politica, quella di chi “ha voluto imporre dall’alto una candidatura non condivisa” se ne aggiunge (almeno) una seconda, “di chi era delegato alla conduzione di Forza Italia Crema, nella figura del suo coordinatore Gianmario Donida. Il suo comportamento nella fase di scelta del candidato sindaco è stato altalenante e tale da generare una grave confusione sia all’interno degli organi di gestione partito sia tra gli iscritti ed i sostenitori”.

 

Richiesta di censura

La confusione interna a Forza Italia Crema è storia nota, dal coordinamento cittadino alle sue conseguenze. Il coordinatore Donida viene accusato della “cattiva gestione di Antonio Agazzi”. Non solo, nella scelta del capogruppo, “ha inviato ai 3 consiglieri la sua indicazione di voto, facendola erroneamente passare come scelta del Coordinamento. Tutto questo - sostiene Bettinelli nella sua mozione - evidenzia l’inadeguatezza politica dell’attuale coordinatore Donida”. La mozione si chiude con la richiesta di censura del suo operato per “salvaguardare l’unità e il buon nome del partito cremasco”. Superato l'aspetto locale, la decisione spetta ora al livello regionale. 

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