14-04-2018 ore 13:15 | Politica - Crema
di Lidia Gallanti

Marcia per la Siria, cremaschi in corteo per riaffermare la pace. Ma stanotte l'attacco

"Scusa, per cosa manifestano?". "Per la Siria". "Ah, la guerra". La domanda è di un ragazzo sui diciott'anni. Sta ancora attendendo gli amici e il suo venerdi sera, seduto su una panchina di piazza Garibaldi. Incuriosito e forse un po' perplesso da quella colonna di persone che percorre la 'vasca' del centro storico, da piazza Duomo alla statua di Garibaldi. Cremaschi per la Siria. Sembra chiedersi il perché di un'iniziativa di questo tipo, per luoghi e questioni così distanti. Una fiaccolata per una terra da telegiornale. Eppure sono in tanti, valuta. Circa duecento persone.
 

L'appello ai potenti e i primi missili
Una decina di fasce tricolore, politici, cittadini. Per ognuno una candela velata di carta colorata. Tante famiglie, tanti bambini. Inconsapevoli del motivo che li porta a camminare con i genitori tra tutta quella gente. C'è qualcosa che li unisce, qualcosa da dire. "Fermatevi". L'unica parola è affidata allo striscione in testa al corteo. Poche ore più tardi - verso le tre del mattino - cadranno i primi missili "lanciati da Stati uniti, Francia e Gran Bretagna contro tre siti chimici del regime siriano", riferisce Ansa. Un modo per "dissuadere Assad dall'uso di armi chimiche".


'Costretti a riaffermare la pace'
"Le marce per la pace sono di per sé un argomento, forse per questo potrei non dire nulla questa sera". L'unico intervento a fine manifestazione è affidato alle parole del sindaco di Crema Stefania Bonaldi: "il fatto che abbiamo camminato insieme dice già chi siamo e cosa chiediamo. Sembra quasi scontato dire che la pace sia meglio della guerra. Eppure ogni giorno siamo costretti a riaffermarlo".

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