13-04-2017 ore 20:36 | Politica - Crema
di Andrea Baruffi

Crema. La città solidale per Mimma Aiello: “ecologia e sociale per un nuovo welfare”

Comune solidale, reciprocità dei rapporti di aiuto, orti sociali. E ancora gruppi di acquisto popolare, ufficio casa, coabitazione, mensa per indigenti. Questi i principali temi al centro dell’incontro Crema la città del noi, promosso ieri dal progetto civico Cambiare si può con il candidato sindaco Mimma Aiello.

 

Ecologia e sociale

Il consigliere comunale di Rifondazione comunista Lucia Piloni ha evidenziato “le difficoltà dei comuni nella gestione delle politiche sociali” e gli effetti negativi delle “strategie economiche utilizzate in questi anni per rispondere alle emergenze”. Secondo la lista Cambiare si può “è necessario attivare meccanismi di solidarietà, basando l’economia sull’ecologia, sull’aspetto sociale e solidale”.  Un esempio per  affrontare la crisi è stato fornito dal presidente dell’associazione Gruppi di acquisto popolare di Lodi Andrea Viani. Ha spiegato l’attività svolta e i progetti di autoproduzione sociale.     

 

Nuovo welfare

L’intervento dell’ex assessore alle politiche sociali di Lodi Silvana Cesani ha messo in risalto le “nuove modalità di welfare sperimentate dal comune per costruire con cittadini, associazioni e cooperative sistemi per aiutare le famiglie in difficoltà. Nel lodigiano i Gruppi di acquisto popolare, ad esempio, distribuiscono cibo a prezzi calmierati in dieci comuni. Sono diventati un servizio svolto in collaborazione con l’amministrazione comunale. È nata un’associazione temporanea di scopo per la gestione del centro di raccolta solidale del cibo per la successiva distribuzione a 1.800 famiglie”. Anche per quanto riguarda la casa il comune ha  “creato un apposito ufficio per aiutare le famiglie nel prevenire il rischio sfratti in caso di morosità dovuta a una riduzione del reddito”.

 

Bambini, anziani e disabili

Secondo il candidato ed ex assessore alle politiche sociali di Montodine Luciano Gennari, “bambini, anziani e diversamente abili sono i tre settori ai quali deve essere dedicata maggiore attenzione”. Le idee spaziano da “forme di coabitazione per anziani e disabili, sfruttando le case disabitate del comune”, alla “mensa per indigenti”, dalla “creazione di una consulta delle associazioni che si occupano di diversamente abili per favorire il confronto tra le varie realtà” ai “laboratori per ragazzi per valorizzare le potenzialità individuali”.

 

Sostegno mirato

“L’amministrazione comunale – ha concluso Maurizio Noci – impegna oltre 6 milioni di euro all’anno per il settore dei servizi sociali. Una cifra importante che andrebbe spesa in modo migliore. È necessario usare una particolare sensibilità per gli anziani e i diversamente abili ma dall’altro lato devono essere fatti interventi mirati. Il comune non è un ente pensionistico che si occupa di beneficenza. Deve incentivare le persone a reinserirsi nella società e nel mondo lavorativo”.

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