12-09-2017 ore 14:06 | Politica - Crema
di Gianni Carrolli

Referendum. Nessun voto per i socialisti cremaschi: "operazione strumentalizzata"

La Comunità socialista cremasca e cremonese non parteciperà al referendum regionale sull’autonomia del 22 ottobre, ritenendola una “operazione fortemente strumentalizzata e povera di contenuti” oltreché “del tutto inappropriata a produrre dei risultati efficaci nello scardinato assetto delle autonomie locali, conseguente alla situazione comatosa in chi si trovano oggi le province”. Questo quanto deciso dagli esponenti socialisti (in allegato la nota integrale) a poco più di un mese dalla tornata referendaria.

 

I motivi del dissenso

Secondo i socialisti sono molti i difetti dell’iniziativa promossa dall’amministrazione regionale. Anzitutto la spinta verso “un neocentralismo statale” che porterebbe le Regioni a diventare “sempre più gestori dei servizi territoriali”. Trapela la mancanza di “di ogni razionale e generale idea di federalismo” e rema contro la necessità di “rimettere al centro degli assetti locali locali l’Ente Provincia, ovvero nuove aree vaste e aggregazione di Comuni, certamente più rispondenti e vicine ai bisogni dei cittadini”.

 

L’invito all’opposizione

Rigettando l’importazione di fondo, la Comunità socialista auspica “una urgente vera e propria inversione di rotta”, nella quale i cittadini si uniscano a “manifestare un motivato e marcato distacco dalle posizioni assunte dai partiti promotori e aderenti ad una iniziativa smaccatamente propagandistica e di palese tatticismo”. I socialisti stigmatizzano inoltre “l’abuso dello strumento referendario su questioni del tutto ordinarie, per non svilirne la sua validità e importanza istituzionale”.

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