11-10-2017 ore 11:47 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Focus sulle aziende partecipate. Dalla cassaforte Scs al futuro di Scrp

Gli ultimi 5 anni, l’attualità ed il prossimo futuro delle aziende partecipate del Comune sono state affrontate in Commissione di garanzia e quindi in Consiglio comunale. Come spiegato dal sindaco Stefania Bonaldi, ai consiglieri è stata sottoposta una “delibera dal contenuto squisitamente tecnico, fortemente condizionata dal decreto Madia. Un atto piuttosto impegnativo; periodicamente il legislatore ed in questo caso anche la Corte dei Conti ci chiedono di fare una fotografia dell’esistente delle nostre partecipazioni societarie. In sostanza, vengono passate in rassegna tutte, per spiegare cosa fanno, che caratteristiche hanno e se ha senso mantenerle o meno perché rispondono alla norma”.

 

Le due partecipazioni dirette

Ad oggi il Comune di Crema detiene direttamente due partecipazioni: “una in Padania Acque ed una in Cremasca servizi, che fa da holding ad Scs servizi locali – ormai estinta – Scs srl, Scrp, Banca popolare Etica e Reindustria Innovazione”. A detenere la partecipazione in Lgh è Scs srl, che il sindaco ha rivelato essere chiamata “la cassaforte”. Scrp detiene la partecipazione in Biofor energia srl e in Consorzio.it, nel quale c’è anche un 10% di Padania Acque.

 

Servizio idrico, Padania acque spa

In house, direttamente detenuta dalle amministrazioni del territorio, Padania acque spa. È prevista dal legislatore la possibilità di detenere la partecipazione proprio perché gestore unico del servizio idrico integrato nella nostra provincia. Crema detiene lo 0,042%, seconda città dopo Cremona, quindi quindi siede nel Comitato di controllo analogo, che esercita atti di controllo e indirizzo della società. Fatturato 2015 pari a 48 milioni 300 mila euro, 168 dipendenti medi, 5 membri nel Cda, 1 presidente, 1 ad, 3 revisori. In sostanza, “la partecipazione non comporta problematiche particolari”.

 

Scrp spa. Società cremasca reti e patrimonio

Deteniamo partecipazione indiretta tramite cremasca servizi del 25,6%. I soci sono 52, i 48 del Cremasco, più altri di confine. In sostanza, “è una società che possiamo mantenere, produce beni e servizi strettamente necessari per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente e servizi di interesse generale”. Fatturato del 2015 pari a 8 milioni e mezzo di euro, ha 14 dipendenti medi, un cda con 5 membri. In un prossimo futuro “si discuterà della mission, visto che negli ultimi anni è stata svuotata di servizi”. Ovvero non gestisce più piscina, parcheggi e illuminazione pubblica.

 

Reindustria innovazione, società corsortile

L’attualità è frutto della fusione tra Reindustria e consorzio Crema ricerche. Oggi è l’agenzia di sviluppo del territorio e della Provincia di Cremona. Ha come soci anche Cremona, Casalmaggiore, la Camera di commercio, soci privati ed associazioni di categoria. Ha al proprio interno un incubatore di imprese che prima era in Crema ricerche. Tramite Cremasca servizi, il Comune di Crema detiene una partecipazione indiretta del 25,22%. Bilancio 2015 è di 494 mila euro, ha 5 dipendenti, 2 sono collaborazioni e 11 amministratori: “Questo rapporto, più amministratori che dipendenti fa accendere la spia del decreto Madia. È un cda che non prende una lira”. Risponde alle esigenze di mantenimento perché “produce servizi di committenza di interesse generale attraverso interventi strategici per i Comuni soci, finalizzati a promuovere crescita e permanenza delle imprese nel tessuto economico produttivo d’Area vasta”.

 

Lgh, partecipazione di terzo livello

“Non eravamo obbligati, ma per trasparenza – ha aggiunto il sindaco – abbiamo ritenuto di dichiarare la partecipazione in Lgh. È di terzo livello tramite partecipazione indiretta in Scs srl”. Lgh è ora partecipata al 51% dal Gruppo A2A e al 49% dalle patrimoniali facenti capo ai Comuni di Pavia, Cremona, Lodi, la Franciacorta con Rovato ed il Cremasco con Crema. È una multiutility che opera nei settori dell’ambiente, dell’energia e dell’Ict, ovvero le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. È sottratta al campo d’applicazione della norma sulla razionalizzazione, quindi “la nostra partecipazione non è messa in difficoltà dalle nuove regole imposte dal decreto Madia”.

 

La cassaforte Scs

Esistono alcune società sulle quali fare attenzione. La prima è “Scs srl, la cassaforte. Una società partecipata al 35% da Cremasca servizi al 65% da Scrp e ha la scopo di consentire al Comune di Crema di esercitare il ruolo di soci di minoranza in Lgh. Cassaforte perché riceve utili da Lgh e li distribuisce a Cremasca servizi o a Scrp”. Ha un amministratore unico, un fatturato minimo di 17 mila euro e fatturato di esercizio nel 2015 di 547 mila euro. Detiene il 4,483% di Linea Group. “Entro un anno – ha spiegato Stefania Bonaldi - è da valutare la fusione per incorporazione in Scrp o lo scioglimento”. In caso di scioglimento è da valorizzare la partecipazione di Crema. In sostanza “ci sono problematiche sia nel rapporti coi comuni del territorio sia in quanto soci di minoranza di Lgh”.

 

Consorzio.it, partecipata di terzo livello

Veniamo a Consorzio.it, partecipata di terzo livello del Comune di Crema. Scrp detiene il 90% della partecipazione, Padania Acque il restante 10%. È società in house, esercita attività di tipo informatico e di assistenza per molti Comuni del territorio. Fatturato 2015 di 1 milione 400 mila euro, ma il risultato di bilancio 2015 è negativo per 64 mila euro. “Società che necessita di aggregazione con altre società e soprattutto di contenimento dei costi di funzionamento. Ha 9 dipendenti e 1 amministratore”. Entro un anno verrà data indicazione ad Scrp, possibile una sua fusione per incorporazione.

 

La holding del Comune

Passiamo a Cremasca servizi srl. Holding del Comune, sua partecipata al 100%, organizza gare e procedure finalizzate all’individuazione di soggetti erogatori di servizi pubblici e gestisce le partecipazioni comunali: “È stata il perno delle azioni di razionalizzazione degli ultimi 5 anni”. Ha un fatturato minimo, non ha dipendenti, ha un amministratore unico, distribuisce utili da Lgh. Nel 2015 ha distribuito al Comune 191 mila euro di partecipazione. Dovrà sparire “perché non ha dipendenti e basso fatturato. Ha consentito una flessibilità molto preziosa al Comune, entro un anno pensiamo di procedere al suo scioglimento”.

 

Banca etica, Biofor

Banca etica, una “vecchia partecipazione, assunta un paio di lustri fa. È dello 0,056%, ovvero 2 o 3 mila euro. Aveva significato simbolico importante. Purtroppo il legislatore dice che non rientra nelle casistiche per il suo mantenimento, verranno dismesse le partecipazioni entro un anno”. Biofor è partecipazione di terzo livello, tramite Scrp. È la società che ha progettato, realizzato e gestisce impianti per recupero, trattamento e riciclaggio di rifiuti organici. Costituita con il privato per l’impianto di Castelleone di trattamento di rifiuti organici, dell’umido. Fatturato di 1 milione 230 mila euro, anche se in linea teorica potrebbe essere mantenuta, l’indirizzo dei soci di Scrp, d’intesa col privato è la sua cessione. Scrp sta lavorando da tempo alla concretizzazione del progetto.

 

Scs servizi locali srl

Gestiva piscina, parcheggi, bocciodromo, illuminazione pubblica, palestra di roccia, tennis e aveva la partecipazione in Società cremasca calore. Negli ultimi 5 anni il consiglio comunale ha valutato ciascun servizio e l’ha ricollocato. Tutti rimangono pubblici, ma gestiti da soggetti privati. “Operazioni che hanno consentito la salvaguardia di tutto il personale, di canoni d’affitto, 7 milioni di investimenti privati e risolvere la situazione debitoria piuttosto consistente”. Il 27 aprile 2017 è stato approvato il bilancio finale di liquidazione.

 

I progetti futuri

Veniamo quindi all’orizzonte futuro. Le azioni ancora da compiere: sciogliere Cremasca servizi, dismettere azioni di Banca popolare etica, l’indicazione ad Scrp sul Biofor e Consorzio.it, l’eventuale fusione per incorporazione di Scs servizi locali, la nuova mission di Scrp. L’amministrazione cremasca vorrebbe che avesse il ruolo di stazione appaltante e responsabile dei controlli.

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