11-08-2017 ore 20:55 | Politica - Crema
di Stefano Zaninelli

Crema. Migranti, tutti i nodi della politica. Agazzi: “serve un approccio pragmatico”

“Ho apprezzato questa volontà dell’assessore di acquisire i punti di vista anche della minoranza e di tanti mondi su alcune tematiche così sensibili. Rivela una volontà di procedere senza pregiudizi inquadrando le tematiche a 360 gradi, facendo tesoro di una serie di obiezioni che vengono da altri versanti”. Così il capogruppo di Forza Italia Antonio Agazzi in merito agli incontri organizzati dall’assessore Al Welfare, Michele Gennuso, per confrontarsi sul tema della gestione dei migranti e dei richiedenti asilo.

 

L’Ue e il modello Merkel

Secondo il capogruppo la questione attraversa più livelli: “se le nostre città oggi si trovano a far fronte in alcuni casi ad emergenze sociali e criticità in alcune zone, accade perché il governo centrale e l’Europa fanno sì che l’Italia adotti una politica di accoglienza indiscriminata, superiore alle possibilità concrete di dignità per gli stessi migranti”. Maggiore attenzione andrebbe posta anche al modello di accoglienza: “stimo la modalità adottata dalla Germania della Merkel che ha accolto profughi siriani, veri profughi, con modalità utili all’economia tedesca, con profili funzionali”.

 

Il lavoro come riscatto

In fatto di lavoro un’importante novità è quella introdotta dal decreto Minniti, che consente di far svolgere ai richiedenti asilo lavori di pubblica utilità. Agazzi valuta favorevolmente la misura: “vederli profughi poco utili alla nostra economia e alla nostra società, vagando in bicicletta senza un’occupazione, magari con le birre o già alticci di prima mattina, può lasciare nello scoramento e suscitare legittima polemica”. Sensazioni che, secondo Agazzi, nulla hanno a che fare con la discriminazione: “valutazioni critiche della nostra gente non devono essere bollate come razzismo”. Più semplicemente, “non è questa l’accoglienza che vogliamo dare”.

 

La questioni locali

Oltre al tema dell’accoglienza durante l’incontro sono state snocciolate altre questioni, dalle case popolari alle problematiche di viale Repubblica, via Brescia e Ombriano. “Emerge con chiarezza che si confrontano stili di vita diversi e difficili da armonizzare”. Si passa dalla questione della convivenza – con appartamenti che accolgono 10 persone contemporaneamente – alla gestione dei rifiuti. Da non sottovalutare la vivibilità dei parchi pubblici e di alcune aree cittadine: “è necessario che non si creino delle zone franche, off limits perché occupate da persone in stato di ubriachezza. In particolare per le donne. Segnalano paura ad attraversare alcuni luoghi: un esempio sono le segnalazioni serali nella centralissima di via Dante e nell’area delle Canossiane”.

 

Intreccio da sciogliere

Più che un nodo le criticità si presentano sotto forma di groviglio. Le scelte prese a Roma si intrecciano con le questioni locali. Per Agazzi alle carenze “ideologiche” del governo si aggiunge una certa debolezza locale: “molto spesso i sindaci hanno le spalle al muro perché il Viminale, attraverso i prefetti, assegna quantità di profughi nei vari Comuni. Io farei presente che un sindaco eletto dal popolo deve confrontarsi col consenso popolare. Crema ha già dato, adesso basta. Non è razzismo, sono problematiche nuove che dobbiamo affrontare. Ho una speranza: essendo al secondo mandato e non avendo il problema di una maggioranza sbilanciata a sinistra, il sindaco sia più laico e pragmatico”.

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