10-11-2017 ore 20:44 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Criminalità organizzata e legalità, Consiglio unanime sull'appello e la mozione

"Sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte". Potremmo riassumere così le novità in materia di legalità e contrasto alla criminalità organizzata nel territorio cremasco. Durante la seduta del Consiglio comunale del 6 novembre sono stati approvati all’unanimità due importanti ducumenti: la mozione all’appello per la legalità sottoscritto dagli allora candidati sindaci durante la campagna elettorale e l’adesione ad Avviso pubblico.

 

La presenza della criminalità organizzata

Veniamo subito al dunque. Per chi ha proposto la mozione, ovvero il capogruppo di La SinistraEmanuele Coti Zelati, “il nucleo della delibera (in allegato) non riguarda ipotesi astratte e dibattiti sui massimi sistemi, ma si concentra sulla presenza nel territorio cremasco della mafia, della criminalità organizzata”. A conferma della propria tesi ha citato dati della Direzione investigativa antimafia, che ha più volte "segnalato infiltrazioni della ‘ndrangheta nel territorio". In sostanza, attraverso la sottoscrizione dei due documenti “siamo all’inizio di un percorso che l’amministrazione deve compiere al fianco delle istituzioni, delle organizzazioni e della cittadinanza”. Sono necessari “informazione, formazione e lavoro coordinato per contrastare fenomeni criminali complessi che si sviluppano su più livelli: da quello culturale a quello economico passando per quello più esplicitamente violento. È necessario quindi dare stabilità e concretezza a questo lavoro comune”. Lo strumento politico che dovrà coordinare le attività è stato individuato nella Consulta per la legalità. A breve inizierà l'iter per la sua costituzione. Coti Zelati ha ricordato l’azione di Libera Presidio Cremasco, presente in sala consiliare: "sono loro che hanno pubblicamente suggerito l’iniziativa. Grazie a loro abbiamo potuto anche votare l’adesione ad Avviso Pubblico". 

 

Intento largamente condiviso

Tutti i consiglieri comunali si sono espressi favorevolmente alle proposte, ribadendo sul tema condivisione degli intenti. Per Antonio Agazzi è molto chiaro il messaggio che esce dal consiglio comunale: “questo è un territorio attento, che non vuole scivolare in derive dell’illegalità, del condizionamento, della corruttela e della malavita”. Del medesimo avviso Carlo Cattaneo, del Movimento 5 stelle: “vogliamo instaurare una cultura della legalità”. Pietro Mombelli, Pd, reduce dagli Stati generali della Lombardia sulla legalità ha sottolineato la necessità di una forte promozione delle attività di formazione. Un impegno quotidiano e costante.

 

I fondi contro racket ed usura

Argomento molto apprezzato da Enrico Zucchi: “a Crema esistono due fondi contro il racket e l’usura, nati nel 2012 e finanziati dal Ministero dell’Interno”. Iniziative di carattere “preventivo”, per aiutare imprenditori e privati in difficoltà ed impedire che situazioni critiche divengano irrimediabili. Per il capogruppo del Pd Jacopo Bassi, “la mozione permette alle associazioni che vogliono organizzare manifestazioni di avere uno strumento in più per tutelarsi da inserimenti del tutto indesiderati”. Oltre ad un “importante contributo dal punto di vista delle regolamentazioni”, introduce in consiglio comunale “il dibattito sulla criminalità”.

 

I dati sensibili, il disagio sociale e la ricchezza

Ha promosso l’iniziativa anche Simone Beretta, Forza Italia, ma rilevato una carenza: “vorrei conoscere meglio, capire le dimensioni di questi fatti, avere dei dati sensibili riguardanti il nostro territorio”. Andrea Agazzi, Lega Nord, ha chiesto di “stare attenti ad associare chi è in grado di produrre ricchezza alla mafia, che storicamente affonda le radici dove c’è povertà” e grande disagio sociale. Per questo, ha ribadito, "vanno tenute in grande considerazione le persone in difficoltà e le situazioni di fragilità". Anche nel suo caso “avere dati più precisi sulle infiltrazioni criminali nel territorio potrebbe aiutare”. In chiusura Francesco Lopopolo: “nel Cremasco ci sono entità positive e rischi di entità negative, a volte comprese altre no. Il problema non è di chi produce il miele, ma delle api che ci vanno sopra. Il problema è che la mafia va dove ci sono i soldi”. Come detto, "sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte". 

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