09-01-2017 ore 17:02 | Politica - Spino d'Adda
di Silvia Tozzi

Spino d’Adda. Adeguamento Istat dei costi di costruzione, le visioni sono inconciliabili

Adeguamento Istat dei costi di costruzione a Spino d'Adda. Per la maggioranza un blocco alla cementificazione, per la minoranza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Lo scorso 29 dicembre il responsabile del settore tecnico di Spino d'Adda, Irene Paola Ricci, ha diffuso la determina - in allegato – con i costi da corrispondere al comune in caso di nuova edificazione o ristrutturazione, passati da 392,79 euro a 409,85 euro al metro quadrato. L'ultimo aggiornamento effettuato dal comune di Spino risale a febbraio 2012.

 

Visioni differenti

L'ex sindaco Paolo Riccaboni e l'ex assessore al bilancio Luca Martinenghi la ritengono una scelta sbagliata: “aumentare i costi di costruzione, scelta che il Comune può decidere di non attuare, avviene in un momento profondamente sbagliato perché siamo ancora in crisi edilizia. Noi infatti quei costi non li abbiamo mai toccati. La nostra priorità come amministratori è sempre stata quella, nei limiti del possibile, di stare vicino a cittadini e imprese. Prendiamo atto che ora le cose a Spino d'Adda sono cambiate". Di contro il vicesindaco Enzo Galbiati ha spiegato che la decisione è tecnica e non politica, l'aggiornamento viene fatto in automatico dagli uffici. Ha anche ricordato come Martinenghi e Riccaboni, che hanno portato a Spino l'Addizionale Irpef, non dovrebbero parlare sugli aumenti di costi.

 

Botta e risposta

Sulla vicenda è intervenuto con un comunicato - in allegato - il Comitato No cemento. “La minoranza si vanta del fatto che loro non avrebbero adeguato i costi. L'opposizione, una volta ogni tanto, faccia proposte costruttive. E non costruttive nel senso letterale del termine come tanto ama il partito del cemento”. Pronta la replica di Progetto per Spino: “è politica la scelta di non consentire agli uffici di procedere con l'adeguamento Istat. Chi ristruttura gode (in alcuni casi, non sempre) di agevolazioni. Ma, in ogni caso, a fronte di agevolazioni che per gli spinesi non sono aumentate, lo spinese che ristruttura paga maggiori costi di costruzione”.