06-02-2018 ore 11:18 | Politica - Dal cremasco
di Rebecca Ronchi

Tribunale, fallimenti. Per i sindaci cremaschi 'inaccettabile' accorpare Cremona e Mantova

Dopo la chiusura del tribunale di Crema, una ferita non ancora rimarginata, ora la sezione fallimentare del tribunale di Cremona sta per essere accorpata con Mantova. Per i sindaci dell’area omogenea cremasca è una decisione “inaccettabile” perché “penalizza ancora una volta il nostro territorio già gravemente ed ingiustamente penalizzato per la chiusura del tribunale di Crema nel 2013, che occupava nella classifica per l’ efficienza i primi posti a livello nazionale”.

 

Depotenziamento e chiusura

La distanza da Mantova “penalizza gli operatori economici e i professionisti del settore”. Secondo i sindaci cremaschi è fondato il timore che “a questa prima dismissione di operatività del tribunale di Cremona ne seguiranno altre più invasive riguardanti ad esempio il diritto di famiglia”. Non solo: “La perdita di figure professionali specializzate in questo settore ed in altri, in un futuro prossimo depotenzierà in maniera notevole lo stesso Tribunale di Cremona mettendone a rischio la stessa sopravvivenza”.

 

La concertata revisione

Per far fronte a questa situazione, con un documento votato a maggioranza nella riunione del 5 febbraio 2018, chiedono “a tutte le forze politiche e a tutti i candidati che siederanno nel nuovo Parlamento di attivarsi in ogni sede affinché l’accorpamento del Tribunale di Cremona previsto dalle legge 155/2017 non abbia luogo e si adoperino affinché venga posta in essere una adeguata e concertata revisione, con le rappresentanze dei territori, della geografia giudiziaria”. Dopo le elezioni del 4 marzo organizzeranno sulla materia un incontro pubblico. In allegato il documento integrale.

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