05-08-2017 ore 10:42 | Politica - Roma
di Gianni Carrolli

Roma. Missione in Libia, Bordo contrario: “operazione priva di visione strategica”

“Non ho votato la risoluzione di maggioranza sull’intervento militare in Libia, difformemente dalla maggioranza del mio gruppo, perché priva di visione strategica e perché affronta il tema delle migrazioni ancora una volta con la logica dell’emergenza e non in modo sistemico”. Così Franco Bordo, deputato cremasco di Articolo Uno, in merito alla risoluzione approvata il 2 agosto alla Camera; il documento prevede la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali per fronteggiare gli sbarchi di migranti, con una nave logistica e un pattugliatore a supporto alla Guardia costiera libica.

 

Dubbi e punti critici

Secondo il deputato cremasco la missione “non cura la sorte delle migliaia di persone che fuggono da guerra e fame” oltre al fatto che “l'ingresso italiano nelle acque territoriali libiche rischia di generare un contraccolpo ulteriore sulla credibilità interna del Governo di Al Serraj e di concorrere a generare ulteriore destabilizzazione nel contesto libico”. Perplessità anche in merito all’operatività: “non si comprende quale sarà il destino dei migranti, che siano cosiddetti “migranti economici” o potenziali richiedenti asilo o protezione internazionale, una volta tornati in Libia per via delle attività della Guardia costiera libica”.

 

Mediterraneo ed elezioni

“Mi pare che si tratti di una missione dettata da contingenze di carattere elettorale e da una certa ansia da prestazione nei confronti dell’attivismo francese. Il Mediterraneo da anni è tornato ad essere al centro della storia. Lo è stato per millenni, lo è tornato ad essere negli ultimi tempi, drammaticamente. È questa la scommessa sulla quale l’umanità sta giocando il proprio destino. Tra nord e sud del mondo, guerra e pace, transizione ecologica e sconvolgimenti climatici, migrazioni e resistenze. Non lo abbiamo ancora capito. Si vota la missione in Libia, si rientra a Tripoli, i corridoi umanitari scompaiono e, nel frattempo, mandiamo le nostre motovedette a fermare le navi delle Ong”.