29-11-2017 ore 12:55 | Economia - Associazioni
di Rebecca Ronchi

Riserve idriche e cave dismesse, Coldiretti: “passo in avanti, siccità è ormai strutturale”

“La nuova legge regionale sull’utilizzo delle cave dismesse come bacini di accumulo di riserve idriche strategiche è un importante passo in avanti per affrontare i cambiamenti climatici e l’emergenza acqua con la quale dobbiamo fare i conti ormai ogni estate”. Così Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, sull’approvazione della prima legge lombarda sull’uso a scopi idrici delle cave dismesse.

 

Riserva strategica

Per Coldiretti “riconvertendo solo il 10% dei poli estrattivi esauriti si potrebbe creare una riserva strategica potenziale di almeno 90 milioni di metri cubi di acqua irrigui ogni anno per irrigare i campi, è una misura pari alla metà di tutto il Lago di Como oppure a quasi una volta e mezzo quello di Iseo. La legge nasce dall’impegno, fra gli altri, del consigliere regionale Rolfi, dell’Assessore Beccalossi, di diversi sindaci lombardi e del Consorzio Medio Chiese ed è la risposta alle sollecitazioni di Coldiretti rispetto a un problema concreto che riguarda tutti, non solo gli agricoltori e che ogni stagione diventa sempre più serio”.

 

I record negativi

Il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia è il più basso del decennio, con 3,18 metri sotto lo zero idrometrico. Mentre il Lago Maggiore, dal quale esce il Ticino, è a -35,6 centimetri contro un livello medio storico di +107,6 segnando il record negativo degli ultimi 70 anni. In Lombardia i siti estrattivi non più in produzione sono poco meno di 3 mila: la provincia con il maggior numero di cave dismesse è Pavia con 952 siti, segue Mantova con 598, Milano con 403, Brescia con 269, Bergamo con 158, Sondrio con 141, Cremona con 129, Varese con 108, Lodi con 89, Lecco con 42 e infine Monza e Como con una a testa.

 

Elemento strutturale

“La siccità non è più un’emergenza ma un elemento strutturale e i dati che abbiamo evidenziano ogni volta una forte disparità fra disponibilità di acqua e fabbisogno idrico”, sottolinea Fabio Rolfi, consigliere regionale lombardo e primo firmatario della legge appena approvata: “è chiaro che non si risolve tutto così, ma rappresenta una risposta più strutturata, ragionata e meno emergenziale al problema. In questo modo spezziamo anche la logica che una cava dismessa possa diventare una discarica e puntiamo a trasformarla prima di tutto in un presidio idrico e ambientale con un uso multifunzionale dell’acqua”.