26-12-2017 ore 12:10 | Economia - Sindacati
di Lidia Gallanti

Asst Crema. Servizio mensa, Usb verso la mobilitazione: accede un dipendente su tre

"Solo un dipendente su tre usufruisce del servizio mensa dell'ospedale, ma chi non riesce ad accedere perde il diritto al pasto". L'Unione sindacale di base prende posizione sulla gestione del servizio di ristoro convenzionato dell'Asst Crema. Alla base del problema, la mancata attuazione del decreto ministeriale 122 (qui il dettaglio) in vigore da settembre di quest'anno, ad oggi applicato per i dipendenti dell'Ats Val Padana e non per quelli dell'ospedale maggiore. Come spiega il referente Usb Luigi Degani, "Nelle scorse settimane abbiamo chiesto chiarimenti alla direzione, ci è stato detto che tutto dipende dalla Regione, che avrebbe dato parere negativo poiché considera il nostro sistema come una vera e propria mensa e non come un servizio sostitutivo".

 

Il sistema in vigore

Ad oggi un dipendente dell'ospedale cremasco può accedere al servizio mensa solo nelle giornate lavorative e in fasce orarie precise (11-15.30 e 18-22), presso una decina di punti ristoro convenzionati, con obbligo di consumazione in loco. I buoni non sono cumulabili né spendibili presso gastronomie o supermercati. Quelli non utilizzati vengono persi". In un mese lavorativo ogni dipendente matura circa 21 buoni pasto, pari a 147 euro mensili", spiega Degani. "Chi non li utilizza rinuncia a circa 117 euro in generi alimetnarli, che in un anno fanno 1300 euro, il corrispettivo di una quattordicesima mensilità. Il mancato utilizzo permette all'azienda di risparmiare 1 milione di euro, ma riteniamo prioritario garantire il diritto al pasto".

 

Uno su tre

Secondo il sindacalista Usb il servizio è "troppo restrittivo": su 950 lavoratori in servizio giornaliero, solo il 30 per cento usufruisce dei buoni. "Chi ci rimette è principalmente il personale sanitario e infermieristico, vincolato a turni di lavoro diversi da quelli di accesso al servizio mensa". L'unione sindacale di base cheide lumi sulla risposta negativa ottenuta dalla Regione, e chiede l'attuazione del decreto al pari dell'Ats, che "ha un in quadramento conforme a quello dell'Asst", conclude Degani. "Se la situazione non dovesse cambiare, da gennaio ci mobiliteremo per organizzare presidi e sensibilizzare i dipendenti ospedalieri, ormai abituati a fare a meno del servizio".