25-08-2017 ore 17:07 | Economia - Associazioni
di Giovanni Colombi

Camera di commercio, Libera Artigiani contro la chiusura della sede di Crema

Dopo la soppressione del tribunale, ora c’è il rischio concreto che venga chiusa anche la sede della Camera di commercio di Crema. Infatti, in questa direzione va il decreto di riforma del sistema degli enti camerali firmato da Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico, disponibile sul sito di Unioncamere. Il documento stabilisce che per quanto riguarda la Lombardia Sud ci sarà solo una Camera di commercio che riunirà le Ccia di Mantova, Cremona e Pavia. La sede legale sarà a Mantova, mentre le strutture di Cremona e di Pavia diventeranno degli uffici periferici. Sulla sede territoriale di Crema, neppure un cenno. Questo era già il realistico timore della Libera artigiani di Crema dopo la notizia che la nuova Ccia lombarda avrebbe riunito quelle di Cremona, Mantova e Pavia perché quest’ultima - che ha un notevole potere contrattuale - aveva sempre spinto per l’eliminazione delle sedi decentrate.

A rischio progetti e finanziamenti
E da un anno e mezzo, Giuseppe Capellini, membro di giunta della Libera artigiani cremasca e della giunta della Ccia di Cremona, e il presidente dell’associazione, Marco Bressanelli (nell'immagine in basso), avevano fatto continue pressioni sia sui dirigenti dell’ente camerale pavese sia su Unioncamere Lombardia per il mantenimento della sede della Camera di commercio di Crema. Per l’associazione di via Di Vittorio, fino a prova contraria, restano irrinunciabili le decisioni a suo tempo prese dalle Camere di commercio di Cremona e di Mantova, tra le quali era stato stabilito il rafforzamento dei servizi della sede camerale decentrata di Crema. In caso contrario, che ne sarebbe dei progetti voluti anche dagli artigiani cremaschi, e dei finanziamenti - per quanto riguarda innovazione, formazione, internazionalizzazione e credito - mai fatti mancare alle Pmi del Cremasco dall’ente camerale presieduto da Gian Domenico Auricchio?

Il coinvolgimento delle istituzioni locali
Se, però, gli artigiani cremaschi saranno esclusi dalla nuova Camera di commercio e dai benefici goduti per supportare le loro aziende, potrebbero prendere anche decisioni clamorose. “Infatti, perché i piccoli imprenditori dovrebbero pagare il diritto camerale che per loro si trasformerebbe solo nell’ennesima gabella senza la certezza di ottener finanziamenti e servizi finora ricevuti?” si chiede il presidente della Libera artigiani. In questa battaglia, questa associazione vorrebbe non essere lasciata sola dalle istituzioni locali. Amministratori e politici del territorio devono comprendere che la priorità di quest’area è quella di costruire una prospettiva di crescita economica solida e costante. “Speriamo che il rischio della chiusura della sede della Camera di commercio di Crema - che sarebbe un duro colpo per l’economia dell’intero territorio - metta in moto le istituzioni e i rappresentanti politici, soprattutto quelli locali, a difesa degli interessi del Cremasco”, avverte Marco Bressanelli.

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