23-03-2017 ore 16:37 | Economia - Associazioni
di Gianni Carrolli

Coldiretti. Rapporto Agromafie 2017: “reati agroalimentari, necessaria la riforma”

“Dalle infiltrazioni nel settore ortofrutticolo del clan Piromalli all’olio extra vergine di oliva di Matteo Messina Denaro, fino alle imposizioni della vendita di mozzarelle di bufala del figlio di Sandokan del clan dei Casalesi e al controllo del commercio della carne da parte della ‘ndrangheta e di quello ortofrutticolo della famiglia di Totò Riina, i più noti clan della criminalità si dividono il business della tavola mettendo le mani sui prodotti simbolo del Made in Italy”. Ad affermarlo è la Coldiretti, che nei giorni scorsi ha presentato il rapporto Agromafie 2017 redatto in collaborazione con Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

 

Fenomeno diffuso

Le mani delle organizzazioni criminali arrivano fin sulla tavola. Come sottolinea Coldiretti, in Italia i crimini agroalimentari sono tutt’altro che marginali: “solo nell’ultimo anno le forze dell’ordine hanno messo a segno diverse operazioni contro le attività della malavita organizzata, con arresti, sequestri e confische contro personaggi di primissimo piano della mafia che hanno deciso di investire ed appropriarsi di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta”. A farne le spese non solo il Made in Italy e la salute pubblica, ma anche le tasche dei cittadini per effetto dei costi lievitati.

 

L’urgenza di attivarsi

La geografia delle agromafie copre i grandi mercati agricoli: dalla Campania alla Calabria alla Sicilia, ma non risparmia nemmeno la capitale: a maggio 2016 i carabinieri hanno sequestrato beni per 80 milioni di euro a bar, ristoranti, pizzerie riconducibili a quattro imprenditori ritenuti coinvolti in traffici gestiti dalla camorra napoletana. Per Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, “bisogna, al più presto, portare all’esame del Parlamento o valutare l’ipotesi di una decretazione di urgenza, riguardo al testo della Commissione Caselli di Riforma dei reati agroalimentari per accendere il semaforo rosso alla rete criminale che avvolge da Nord a Sud tutte le filiere agroalimentari”.