21-12-2017 ore 13:42 | Economia - Associazioni
di Giovanni Colombi

Libera Artigiani, Bressanelli: "Guardiamo al futuro con serenità". La visita del vescovo

Il vescovo di Crema monsignor Daniele Gianotti ha visitato ieri, mercoledì 20 dicembre, la sede di via Di Vittorio della Libera artigiani di Crema. Accettando così l’invito che gli era stato rivolto dal presidente dell’associazione, Marco Bressanelli, dalla giunta e dal consiglio direttivo. A riceverlo c’erano i dirigenti, i manager e tutti i collaboratori. È la prima associazione di categoria che monsignor Gianotti è andato a conoscere di persona; d’altra parte è anche quella che nel Cremasco è numericamente più grande per iscritti.

Fare del bene
“Abbiamo invitato il vescovo perché conosca la nostra realtà, nata 65 anni fa – commenta il presidente Bressanelli - un’associazione la nostra fondata dagli artigiani cremaschi per gli artigiani, legata al territorio, che ha sempre avuto una grande visione del futuro (basti ricordare la rivitalizzazione della ex Olivetti), in grado di erogare servizi eccellenti a prezzi competitivi. La nostra, eccellenza, non è una società commerciale ma un’organizzazione fondata perché gli artigiani possano conoscersi tra di loro, aiutarsi a vicenda e per usufruire di servizi eccellenti. I collaboratori che lavorano in questa sede sono, per noi, sono come dei familiari che operano in un’associazione che affonda le sue radici nella mutualità e nella solidarietà tra micro e piccoli datori di lavoro. Essere buoni è qualcosa, ma fare del bene è molto di più”.

La settimana dedicata al lavoro
Il vescovo ha risposto con frasi semplici e sentite: “Sto imparando adesso a fare il vescovo, e per questo sto imparando a conoscere la realtà che mi è stata assegnata. Ho visitato alcune fabbriche, come la Bosch e la Coim, e conto di farlo ancora. Il mio interesse non è conoscere questa diocesi solo dal punto di vista ecclesiastico, ma anche delle situazioni che vive e dei problemi che incontra. Il mondo del lavoro: sono stati anni difficili, e forse non sono ancora finiti. Mi fa piacere sentire parlare di solidarietà e di aiuto reciproco. La Settimana sociale dei cattolici italiani, che si tiene ogni tre anni, quest’anno è stata dedicata proprio al lavoro”. Parlando del Natale, ormai alle porte, monsignor Gianotti, ha ricordato “che celebrando questa festa, ricordiamo il Figlio di Dio che si è fatto uomo, ma si è fatto artigiano. Quella di Giuseppe e Gesù era un’impresa artigiana familiare, mentre il termine greco che usa il vangelo e viene tradotto con falegname, si dovrebbe invece tradurre, più correttamente, con carpentiere. Inoltre, non bisogna dimenticare che alcuni tra gli apostoli facevano di mestiere i pescatori e quando Gesù li incontra sul lago di Tiberiade stavano lavorando insieme come piccole imprese artigiane che fanno “rete”: i due fratelli Pietro e Andrea, e gli altri due Giacomo e Giovanni. Dio è entrato nella nostra storia con un lavoro. Un Dio mai lontano, ma vicino a quello che le famiglie, gli artigiani e le piccole imprese vivono quotidianamente”.

Anno positivo
L’occasione del farsi gli auguri, è stato un momento anche di bilanci. Ne ha parlato il presidente ricordando che “nel 2017 abbiamo lavorato con fatica e grande responsabilità per ottenere risultati positivi. Non era facile né scontato: abbiamo preso in mano una situazione difficile con la volontà e la determinazione di trovare le soluzioni vincenti. E ci siamo riusciti. Grazie a un gruppo coeso nelle scelte. Noi artigiani siamo sempre ottimisti altrimenti ogni mattina non troveremmo la voglia di alzare le saracinesche delle nostre botteghe. L’associazione è come lo specchio delle aziende artigiane: abbiamo lavorato per avere buon credito in banca, abbiamo razionalizzato le spese, eliminato gli sprechi, rilanciato il marketing, presi nuovi collaboratori. Siamo come tanti piccoli mattoni di un muro: un semplice mattone sembra insignificante, ma quando viene tolto, si apre un buco che obbliga gli altri mattoni a sforzi maggiori; così si aprono le crepe, poi si rischia il crollo. Se la Libera può archiviare un buon 2017, è merito, quindi, di tutte le sue componenti: il consiglio direttivo, i dirigenti dal direttore e segretario Renato Marangoni al responsabile fiscale, Andrea Irsonti, i collaboratori. Nel Consiglio direttivo, nessuno ha gettato la spugna. Fra i dipendenti, nessuno ha lasciato. Il mio impegno è proiettare nel futuro questa organizzazione di micro, piccoli e medi imprenditori. I numeri ci stanno dando ragione e ci rendono sereni: il futuro è garantito”.