20-04-2017 ore 14:00 | Economia - Associazioni
di Gianni Carrolli

Legambiente. Consumo di suolo, il dossier 2017: “ancora cemento oltre la crisi”

In Lombardia sono la Pedemontana, l’autostrada Vigevano-Malpensa, quella da Broni a Mortara e da Cremona a Mantova; in Calabria il progetto dell’isola ecologica Battaglina; in Emilia Romagna la Tirreno Brennero. Sono alcune delle storie contenute nell’ultimo dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi redatto da Legambiente, che raccoglie una ventina di casi per descrivere il fenomeno del consumo di suolo in Italia, in vista della Giornata Mondiale della Terra.

 

Il caso Pedemontana

Quello del consumo di suolo è uno dei temi cardine dell’attività di Legambiente, che nel dossier avverte: “non è più possibile l’indulgenza verso comportamenti dissipativi del territorio, se non a costo di accettare una nuova rincorsa a bolle immobiliari di carattere effimero e speculativo”. In Lombardia il caso esemplare è quello della della Pedemontana, un’infrastruttura da 86 chilometri, che vale oltre 5 miliardi di euro di investimento complessivo per un costo di quasi 60 milioni al chilometro. “L’opera avrebbe dovuto essere pagata al 75% dai pedaggi. Il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – basta con questa farsa, si abbandoni il progetto originale. Altro che project financing, questa autostrada è già dello Stato”.

 

La petizione #salvailsuolo

Come l’autostrada lombarda, sono molte le infrastrutture che divorano territorio in tutta Italia, tutte documentate nelle 50 pagine del rapporto che accompagna la battaglia denominata #salvailsuolo. Una soluzione esiste: come osserva Legambiente, “la rigenerazione urbana deve cessare di essere slogan, ma perché ciò sia possibile occorro misure che precludano la facile scorciatoia che consiste nel fare atterrare gli investimenti immobiliari su aree libere e agricole. Ci sono molte buone ragioni, e non solo di tutela ambientale, per essere parte del cambiamento, molte ragioni per firmare la petizione europea, People4soil”.