18-12-2017 ore 15:49 | Economia - Sindacati
di Lidia Gallanti

Crisi, aziende in ripresa. Fim Cisl: dimezza la richiesta di sussidi, assunzioni in stallo

Cala la richiesta di ammortizzatori sociali, ma le assunzioni non accennano ad aumentare. È quanto emerge dall’osservatorio Fim Cisl Asse del Po, che con la fine dell’anno fa il punto sullo stato di salute delle aziende territoriali e sull’occupazione. Rispetto al 2016, le aziende della provincia di Cremona che hanno richiesto forme di sostegno al reddito sono passate da 66 a 28, i dipendenti coinvolti da 1637 a 482, per un totale di 25.795 ore in meno. Nel secondo semestre del 2017 sono 13 le ditte che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, per 346 dipendenti. Di queste, sei sono cremasche, per 132 lavoratori.

 

Sussidi dimezzati

“I dati dimostrano che le riorganizzazioni aziendali e gli investimenti, sebbene ancora limitati, hanno dato il risultato previsto” spiega Omar Cattaneo, segretario generale Fim Cisl. “Rispetto al 2016, quest’anno sono pressoché dimezzati gli accordi di cassa integrazione ordinaria, straordinaria in deroga e le richieste di accesso al Fondo di solidarietà bilaterale per il settore artigiano, che ha sostituito la cassa integrazione straordinaria in deroga”. Cattaneo sottolinea che “a fronte delle 333 settimane richieste, l’utilizzo effettivo è stato marginale: tanti accordi prevedevano già alla stipula un utilizzo al di sotto del 50 per cento dell’orario settimanale, in alcuni casi le previsioni sono state largamente pessimistiche”.

 

Assunzioni in stallo

La ripresa occupazionale appare più lenta del previsto: “Nonostante in gran parte delle aziende che osserviamo si siano stabilizzate, non rileviamo un numero di assunzioni tale da consentire un recupero dei posti di lavoro persi negli ultimi anni”. Secondo Cattaneo, ciò dipende dall’instabilità del mercato, che non consente agli imprenditori una visione a lungo termine: “le aziende tendono ad utilizzare forme di flessibilità, straordinari o assunzione di lavoratori temporanei per far fronte a picchi produttivi, piuttosto che investire su nuovi inserimenti stabili di lavoratori”. Secondo il segretario Fim Cisl, a fronte dell'evoluzione tecnologica verso l'industria 4.0 è necessario favorire la crescita di professionalità specifiche, promuovendo sul territorio percorsi di formazione alternativa che consentano ai giovani di accedere al mondo del lavoro.