04-03-2015 ore 08:59 | Economia - Banche
di Stefano Zaninelli

Banche, sciopero delle Bcc: oltre il 70% non ha aperto gli sportelli. Severgnini, Fiba: "ancora nessuna notizia da Federcasse"

“In questo momento non c’è ancora nessuna notizia da parte di Federcasse. È ancora prematuro in quanto lo sciopero e le manifestazioni non sono ancora concluse. Mentre ieri lo sciopero era esteso a livello nazionale, oggi era la volta delle proteste a livello regionale”, spiega Massimo Severgnini, coordinatore regionale Fiba Cisl.

 

Sciopero, adesione elevata

Al momento non sono ancora disponibili i dati sulla partecipazione odierna, ma le prime stime in merito alla giornata di ieri parlano di un’adesione molto elevata: “a livello nazionale – aggiunge Severgnini – si parla di una forbice tra il 70% ed il 95%. Tutti sindacati hanno confermato l’adesione, ad esclusione della Fabi del Trentino, che però non subirà la disdetta dei contratti a livello regionale”.

 

La situazione provinciale

Il periodo di incertezza che sta attraversando il Credito cooperativo non trova però particolare riscontro all’interno dei bilanci: “nel 2014 – prosegue il sindacalista Fiba – e le 3 Bcc cremasche hanno chiuso il bilancio col segno positivo; discorso diverso, invece, per la Banca cremonese, che ha chiuso pesantemente in negativo. Negli anni buoni noi auspicavamo si potessero fondere in un’unica banca regionale, ma questa ipotesi non s’è mai tradotto in realtà nonostante il dialogo tra le varie banche”.

 

L’impatto della crisi

“La crisi ha sicuramente impattato: chi più e chi meno, non c’era nessuno che non fosse esposto al settore immobiliare. La crisi ha gonfiato le sofferenze e questo ha impattato inevitabilmente sui bilanci. Per ora – conclude Severgnini – non ci sentiamo di escludere che possano esserci dei tagli del personale, ma è ciò contro cui ci opporremo fino alla fine”.

 

Rischio esuberi minore

Mentre il dato (ancora non confermato) lombardo dello sciopero parrebbe segnare un’adesione oltre il 90%, la situazione a livello locale non sembra assumere elevata drasticità: “in questo momento – commenta Luca Dossena, rappresentante sindacale Fabi per Banca cremasca – non abbiamo il sentore che possano avvenire esuberi o licenziamenti massivi: il rischio di ridimensionamento del contratto c’è, ma non sappiamo ancora cosa succederà né cosa abbiamo intenzione di fare da Federcasse”.

 

Prospetto futuro

Anche l’area cremasca ha aderito allo sciopero nazionale e a quello regionale. “Ora come ora non siamo tutelati e la banca potrebbe decidere di applicare il tipo di contratto che più le fa comodo. Riguardo le strategie future, nei prossimi 10 anni è molto probabile si ricorra alla fusione di alcuni istituti e da lì sì che potrebbero derivare ridimensionamenti del personale, ma è un procedimento lungo, che richiede l’ok dei soci. Non ci sono fusioni imminenti – conclude Dossena – rimaniamo in attesa di capire cosa accadrà nel processo di ricontrattualizzazione”. 

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