02-10-2017 ore 17:48 | Economia - Aziende
di Gianni Carrolli

Ancorotti. Dalle esigenze locali all’azienda: 30 giovani avviati all’Inserimento lavorativo

Coniugare l’esigenza occupazionale del territorio alle necessità d’azienda: questo l’obiettivo del progetto Inserimento lavorativo rete per la cosmesi. L’idea è nata dalla collaborazione tra Ancorotti Cosmetics, Sportello lavoro Cisl, Manpower, Ial e Umana. Attualmente vede coinvolti una trentina di giovani - tra cui alcuni soggetti svantaggiati sostenuti dalla Caritas - ragazzi e ragazze che nelle scorse settimane hanno affrontato la parte teorica del percorso formativo. A partire dal lunedì prossimo le conoscenze acquisite durante le lezioni verranno affinate sul campo, grazie alla formazione on-the-job in azienda.

 

Creare opportunità”

Positiva la suggestione di Renato Ancorotti, presidente dell’omonimo gruppo: “il settore della cosmetica funziona bene. Ogni giorni ci arriva un gran numero di curriculum, ma questo non è un buon segno perché racconta la scarsa capacità del territorio di assorbire le sue risorse. Con questo progetto vogliamo ridare una speranza al territorio e ad alcune di quelle risorse che attualmente rimangono escluse dal circuito del mercato del lavoro. Il compito dell’imprenditore è anche questo: creare opportunità”. “Il bene principale dell’azienda è il collaboratore – ha aggiunto il responsabile Graziano Fumarola – e in quest’ottica si iscrive il percorso di formazione, orientato a mettere i formandi nelle condizioni di operare in azienda”.

 

Unire domanda e offerta

Come ha spiegato Giuseppe Sbaruffati, responsabile dello Sportello lavoro di Cisl Lombardia, “nel mercato del lavoro nessuno ha la bacchetta magica. Questo progetto rappresenta un nuovo passaggio nel collegamento tra domanda e offerta di lavoro. Siamo partiti dall’analisi del fabbisogno del territorio e l’abbiamo proposta a Renato Ancorotti, che ha dimostrato di essere un imprenditore all’avanguardia”. Ruolo della formazione, ha dettagliato Renato Cattaneo, responsabile per Ial Lombardia, “è aiutare a costruire figure professionali che servano alle aziende. È la continuazione del percorso che abbiamo svolto due anni fa, soddisfando l’esigenza di legare la formazione alle necessità aziendali”.

 

Esempio di politica attiva

Secondo Mario Barbieri, responsabile nazionale di Umana per le politiche attive, “fare formazione e matching in fabbrica è molto impegnativo. L’invito che rivolgo ai candidati è di non sprecare questa occasione. Fare rete significa lavorare in un territorio, coltivare competenze, aver attenzione ai bisogni locali e collaborare”. D’accordo anche Alessandro Voutcinitch, direttore nazionale Manpower per le politiche attive: “oggi la necessità principale è creare una rete di sostegno e rivalutare le competenze, mantenendole sempre aggiornate. Questo progetto di rete coniuga le due esigenze: è un esempio straordinario di politica attiva che parte dalle persone per arrivare a dare una risposta alle aziende”.

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