31-10-2016 ore 20:07 | Cultura - Tradizioni
di Frank Gallagher

Crema. Da Nos Galan-Gaeaf alla festa di Ognissanti: da Samhain al culto dei morti

Molte le persone impegnate nella tradizionale visita ai cimiteri per ricordare chi non c’è più. Giornate ricche di significati religiosi e simbolici, che affondano le proprie radici in un'epoca lontana, fatta di antichi riti e credenze popolari. La cultura celtica divideva l’anno solare in due periodi: a maggio la vita e la rinascita della natura, mentre a fine ottobre, inizio novembre, l'ultimo raccolto e quindi l'inizio del lungo inverno. All'epoca erano chiamati rispettivamente Beltane e Samhain.

Ognissanti
Oggi, giorno di Ognissanti, si celebrano tutti i santi canonizzati. E' un giorno particolare, perché si tratta dell'onomastico di tutte quelle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Le origini di questa festa sono antichissime. Gli antichi romani festeggiavano Pomona: alla fine del ciclo produttivo veniva ringraziata la terra per i doni ricevuti. Quando Cesare conquistò la Gallia, le due feste pagane, celtica e romana, si integrarono e i giorni per il festeggiamento cadevano, a secondo delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre.

Nos Galan-Gaeaf
Arriviamo quindi alla notte del 31 ottobre e la giornata del 1 novembre, chiamata Nos Galan-Gaeaf, ovvero la notte delle calende d’inverno, momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Con l’affermarsi del cristianesimo, al significato di questa festa, prettamente agricola e pagana, se ne sovrappose un altro prettamente spirituale e religioso.

L'obbligo
Nonostante i vari tentativi di sradicare il culto pagano, le riforme non ebbero esito. La chiesa introdusse nel X secolo una nuova festa, dedicata ai morti, il 2 novembre. Nel 1475 la festività di Ognissanti divenne obbligatoria in tutta la Chiesa d’occidente per volere di Sisto IV ma il culto pagano è sopravvissuto nella cultura dei popoli europei fino ai giorni nostri.

La Costituzione
Il 1° giugno 1949 la Costituzione italiana, come quella di altri paesi europei (Austria, Belgio, Spagna, Francia e Grecia) inserì il giorno di Ognissanti tra quelli considerati “festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici“. Una storia travagliata, un’altra storia di antichi riti legati alla cultura agricolo-pagana inglobati e cristianizzati dalla Chiesa.

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