23-03-2017 ore 17:20 | Cultura - Incontri
di Tiziano Guerini

Caffè filosofico. Cristianesimo e corporeità: la tesi di Cassinotti su Merleau-Ponty

Ospite del Caffè filosofico lo scorso 13 marzo, Marco Cassinotti ha presentato la sua tesi di laurea triennale sulla lettura cristologica della filosofia di Maurice Merleau-Ponty. Filosofo di formazione fenomenologica e di maturazione esistenzialista, Merleau-Ponty ha polemizzato a lungo con Sartre e Camus, elaborando una propria fenomenologia della percezione: la percezione del mondo è la fonte di ogni conoscenza, ed il mondo è materia, corporeità, carne. Per il filosofo francese l’uomo rappresenta il punto più elevato del creato, e questa è anche la sua debolezza, perché la sua visione, la sua percezione è soggettiva, ma nello stesso tempo non può evitare di essere in relazione con le cose e soprattutto con gli altri uomini.

 

Cristianesimo e corporeità

Nella relazione col mondo il corpo diventa il mezzo indispensabile per conoscere la realtà, gli altri e se stessi. La visione filosofica di stampo platonico e neoplatonica – fatta propria dalla religiosità cristiana tradizionale – che privilegia gli aspetti della spiritualità alla materialità, deve essere abbandonata per mettere in evidenza, invece, che il cristianesimo è la religione della corporeità, della carne presentando con l’incarnazione di Dio in Cristo, il riscatto definitivo della materia. Non si può concepire Dio se non nel mondo materiale che lo rivela e che costituisce ogni e ciascun uomo nella sua concreta unicità e irripetibilità. L’uomo è caratterizzato non dalla essenza spirituale, generica e uniformante, ma dal corpo e dalla carne che lo costituisce come un unicum che sfida l’eternità.

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