23-01-2018 ore 15:32 | Cultura - Teatro
di Lidia Gallanti

Toni Sartana e le streghe di Bagdad, al San Domenico l'epopea tragicomica di Balasso

Più che nel bene e nel male, è una commedia "nel male e nel male". Caustico e ironico, Natalino Balasso presenta così Toni Sartana e le streghe di Bagdàd. Il secondo capitolo della trilogia La Cativìsima, che stasera alle 21 sarà al teatro san Domenico di Crema.

 

Tutti contro tutti
Toni Sartana è il personaggio nato dalla fantasia dell’autore veneto, che condensa ambizioni e brama di potere nella figura di un arrampicatore sociale, pronto a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. “Nel primo capitolo della trilogia, il protagonista vive l’ascesa in politica per poi crollare al suolo”, racconta Balasso. “Nel secondo lo ritroviamo in Iraq, dove casualmente libera un imprenditore prigioniero che per riconoscenza lo nomina amministratore delegato della propria azienda”. Inizia così la seconda scalata in campo economico: “tutti contro tutti, un gioco di competizione in cui ogni singolo punta ad emergere a scapito degli altri”.
 

Macbeth e il nordest padano
La commedia richiama a tratti il Macbeth shakespeariano, dove uomini privi di talenti si contrappongono a personaggi femminili spregiudicati, portatori di violenza e di distruzione. La vicenda si svolge a Pontegara, un microcosmo dove una trentina di personaggi – interpretati da sei attori – intrecciano azioni e passioni, tra continui soprusi e crimini. Tutto avviene in luoghi dai nomi distopici, con echi dialettali che richiamano il nordest padano: "è solo una scenografia", spiega il regista, "i luoghi sono sfondi teatrali e gli accenti sono oggetti di scena che permettono di rappresentare qualcosa di più universale”.


Etichette e binari solitari

"Parlo delle persone comuni, racconto i demoni che le abitano". Balasso tratteggia una caricatura dell'ipocrisia, in cui l'etichetta sociale determina l’essenza dei personaggi: “c'è chi insegue un ruolo, il potere, il denaro…ma se li analizzassimo uno ad uno scopriremmo che in realtà percorrono binari solitari: raramente s'incrociano con altri, è più facile che si scontrino”. Nessuna anticipazione sul terzo e ultimo capitolo della trilogia, “che vedrà la fine di Toni Sartana – suggerisce ermetico l’autore – ma non ci sarà alcun tentativo di redenzione. Nessun personaggio si ravvede né si rende conto dell'assurdità di una vita in solitaria volta a calpestare gli altri. È ciò che viviamo quotidianamente, senza interrogarci mai”.

 

Nutrirsi di gioia
Il finale sarà una sorpresa, ma senza alcuna morale: "al pubblico non lascerò proprio nulla, sono egoista!", scherza Balasso. "Siamo noi a trarre i principi o elementi che riteniamo utili per noi o piacevoli. Non esistono cose che nutrono, esistono esseri che si nutrono di cose”. Secondo l'attore, “Non c'è arte capace di smuovere, ci sono persone capaci di mettersi in relazione con l'arte. Questo il presupposto, se vogliamo formare un pubblico di gente viva e vera. La comicità deriva proprio dall'idea del banchetto: è gioia, partecipazione. La gioia è tale solo se condivisa”.

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